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Droni con chip neuromorfico, primi test

Gli HRL Laboratories hanno progettato un drone che può volare in maniera autonoma, grazie al chip neuromorfico che elabora i dati ricevuti dai sensori.

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Da circa sette anni, la DARPA investe milioni di dollari nella progettazione di chip neuromorfici, ovvero chip che simulano il funzionamento del cervello, eseguendo compiti attraverso l’apprendimento. HRL Laboratories, uno dei centri di ricerca che ha ricevuto i finanziamenti, ha annunciato il primo drone con chip neuromorfico, in grado di volare in maniera autonoma, senza conoscere l’ambiente circostante.

Il piccolo UAV, realizzato da Aerovironment, pesa solo 93 grammi (batteria inclusa) e viene controllato da un chip costituito da 576 neuroni in silicio. I neuroni comunicano tra loro mediante “spike” di elettricità, equivalenti agli impulsi nervosi che viaggiano tra i neuroni del cervello attraverso le trasmissioni sinaptiche. Il chip è molto efficiente, in quanto consuma solo 50 milliwatt, una potenza infinitamente più bassa di quella che consuma un computer tradizionale durante l’esecuzione di un software di riconoscimento ambientale.

Nell’esperimento eseguito dai ricercatori degli HRL Laboratories, il chip riceve i dati dai sensori del drone (ottici, infrarossi e ultrasuoni) mentre quest’ultimo vola all’interno di tre stanze. Quando il drone entra per la prima volta in una stanza, i sensori inviano informazioni al chip (ad esempio, la presenza di muri ed oggetti), che innescano l’attività elettrica tra i neuroni. Viene quindi creato un modello che permette al drone di riconoscere la stessa stanza durante i successivi voli.

Drone con chip neuromorfico

I risultati dei test sono stati molto promettenti e dimostrano che una macchina può apprendere in maniera autonoma, senza l’intervento umano. Resta da vedere come verranno utilizzati questi chip neuromorfici. Uno degli obiettivi del progetto SyNAPSE è realizzare droni militari che possono interpretare autonomamente i dati audio e video raccolti dai sensori integrati. La realtà potrebbe presto superare la fantascienza.

Fonte: MIT Technology Review • Notizie su: ,