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Google affitta Hangar One della NASA, per 60 anni

Per i prossimi 60 anni la struttura Hangar One della NASA sarà affidata in gestione a Google: ufficializzato il contratto d'affitto tra le due realtà.

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Nel mese di febbraio si è parlato di un possibile accordo tra Google e la NASA per l’affitto di Hangar One, struttura costruita dall’agenzia spaziale all’inizio degli anni ’30 e utilizzata come aviorimessa per ospitare il dirigibile USS Macon. Oggi la stretta di mano è stata ufficializzata: l’area, situata a Moffett Field nella Bay di San Francisco, passa sotto la gestione del gruppo di Mountain View (mediante la sussisiaria Planetary Ventures) per i prossimi 60 anni.

La cifra che bigG verserà alla NASA nel periodo interessato è pari a 1,61 miliardi di dollari. Altri 200 milioni saranno investiti per le opere di ristrutturazione, che interesseranno anche altri due hangar e gli edifici adiacenti, dove trova posto anche un campo da golf. L’accordo è vantaggioso per entrambe le parti: da un lato consentirà a Google di accedere ad una vasta area in cui dar vita ai propri progetti, dall’altro sgrava l’agenzia spaziale dall’obbligo di mantenere una struttura non più necessaria per la sua attività. La manutenzione e i costi operativi legati ad Hangar One richiedono ogni anno un esborso che supera i sei milioni di dollari. Queste le parole dell’amministratore Charles Bolden.

La NASA sta espandendo la propria presenza nello spazio, impegnandosi a ridurre contestualmente il proprio impatto sulla Terra. Vogliamo investire le risorse dei contribuenti nella ricerca scientifica, nello sviluppo di tecnologie e nell’esplorazione dello spazio, non per mantenere infrastrutture di cui non abbiamo più bisogno.

Il dirigibile USS Macon in volo su Manhattan nel 1933

Il dirigibile USS Macon in volo su Manhattan nel 1933 (immagine: Wikipedia).

Non è chiaro come Google abbia intenzione di sfruttare lo spazio messo a disposizione dalla NASA. Le ipotesi sono svariate: test sulle nuove tecnologie legate alla robotica, sperimentazione nell’ambito dei droni, evoluzione del Project Loon e molto altro. L’unica dichiarazione ufficiale arriva da David Radcliffe (real estate VP), ma non aiuta a far chiarezza.

Siamo pronti a rimboccarci le maniche per restaurare una location importante come Hangar One, che per anni è stata considerata uno dei siti storici degli Stati Uniti in maggior pericolo.

Fonte: NASA • Via: The Wall Street Journal • Immagine: Wikimedia • Notizie su: