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Onde sonore per gli ologrammi 3D da toccare

Un team di ricercatori ha messo a punto una tecnologia in grado di visualizzare ologrammi 3D che, se toccati, restituiscono un feedback aptico alle dita.

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Si chiamano Haptic Holograms, tradotto letteralmente Ologrammi Aptici. Sono la tecnologia messa a punto da un team di ricercatori della University of Bristol, che evolve il concetto tradizionale di ologramma introducendo una nuova dimensione, quella tattile. In altre parole, Ben Long e i suoi colleghi hanno trovato il modo per far sì che un oggetto 3D virtuale possa essere letteralmente toccato, ricevendo un feedback sulla pelle delle mani.

Il funzionamento si basa su una serie di piccoli altoparlanti posizionati su una base, che emettono onde sonore in modo controllato. Queste, una volta raggiunte le dita, esercitano una leggera pressione sull’epidermide dando la sensazione di essere a contatto diretto con una vera e propria superficie anziché con l’aria. Minore è la dimensione di ogni singolo altoparlante e maggiore è la risoluzione dell’oggetto virtuale ricreato. Per garantire una precisione elevata è stato fatto ricorso al motion controller Leap Motion, in grado di tracciare in tempo reale i movimenti delle singole dita, del palmo e del dorso. Il risultato è quello visibile nel video dimostrativo allegato in streaming di seguito.

Una tecnologia di questo tipo, una volta che sarà perfezionata, potrebbe trovare applicazione negli ambiti più disparati. Nelle sale dei musei ad esempio, permettendo ai visitatori di entrare in contatto diretto con una riproduzione 3D delle sculture senza correre il rischio di rovinare l’opera originale, oppure nel settore medico per consentire ai dottori di “entrare fisicamente” all’interno del corpo dei pazienti nel corso di un esame diagnostico. Una prima dimostrazione pratica andrà in scena nei prossimi giorni in occasione dell’evento SIGGRAPH Asia che si svolgerà a Shenzhen (Cina), mentre stando a quanto dichiarato dal team britannico alcune aziende si sono già interessate al progetto immaginandone uno sbocco commerciale.

Fonte: UltraHaptics • Via: New Scientist • Notizie su: