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Netflix: un secco “no” alla riproduzione offline

I vertici di Netflix escludono in modo categorico la possibilità di introdurre in futuro il supporto alla modalità offline per la piattaforma di streaming.

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Molte piattaforme dedicate allo streaming permettono agli utenti di scaricare i contenuti in locale per riprodurli poi anche in assenza di una connessione. Questo non vale per Netflix, che ai suoi iscritti richiede per forza di cose un accesso a Internet attivo per vedere i film e gli episodi delle serie TV presenti nel catalogo. Le cose non cambieranno nemmeno in futuro, stando a quanto dichiarato da Cliff Edwards.

Il direttore della divisione Corporate Communications and Technology è intervenuto sulle pagine del sito TechRadar per sgombrare il campo da ipotesi di questo tipo. “Non accadrà mai”. Secondo Edwards, puntare sulla modalità offline per aumentare il bacino di utenti rappresenta solamente un workaround, ovvero una soluzione valida nel breve periodo che però non tiene conto del problema di fondo, ovvero della qualità delle reti WiFi e delle connessioni in generale. Se negli Stati Uniti è facile trovare un hotspot a cui agganciarsi per effettuare lo streaming video, non si può certo dire lo stesso per il resto del mondo, Europa compresa, dove spesso risulta difficile accedere alla Rete in mobilità senza affidarsi al traffico dati del proprio operatore.

La netta chiusura di Netflix nei confronti della riproduzione offline può rivelarsi un’arma a doppio taglio, ma al tempo stesso manifesta la fiducia nell’azienda riposta nel progresso tecnologico. Edwards pensa che entro cinque anni gran parte del pianeta sarà costantemente connesso, senza più alcun limite per quanto riguarda banda disponibile o differenziazioni tra le connessioni domestiche e quelle mobile. Si ricorda che la piattaforma non ha ancora fatto il suo debutto in Italia, ma di recente ha esteso il proprio raggio d’azione a livello europeo, raggiungendo la Francia nel mese di settembre e apprestandosi a fare lo stesso con Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Lussemburgo.

Fonte: TechRadar • Notizie su: ,