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iPhone 6: stimati 67 milioni entro dicembre

Apple potrebbe battere il record di 67 milioni di iPhone 6 venduti nel quarto di dicembre: tutto dipende, però, dai rallentamenti in fase di produzione.

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Apple potrebbe raggiungere la cifra record di 67 milioni di iPhone 6 nel quarto di dicembre, sempre che riesca ad equilibrare l’ingente domanda con i ritmi di produzione. È quanto svela una nuova analisi di Morgan Stanley, società esperta del settore e solitamente molto affidabile.

I dati provengono sia dall’analisi diretta di Morgan Stanley che dal confronto con le cifre raccolte dalla società d’investimento AlphaWine Smartphone Tracker, che elabora dati di vendita in base alla presenza online. Si ottiene così un valore complessivo di 67 milioni di esemplari tra iPhone 6 e iPhone 6 Plus, più dei 62 milioni già stimati da Katy Hubert e dei 63 attesi da Wall Street. Un vero successo per la mela morsicata, che conferma la bontà della decisione di passare a schermi più grandi per gli smartphone di Cupertino.

L’ingente somma è ancora più evidente se paragonata ai risultati dello scorso anno, nel medesimo periodo di riferimento. Nel 2013, infatti, Apple è riuscita a piazzare sul mercato ben 51 milioni di iPhone, ottenendo 13,1 miliardi di dollari in profitti.

Come già anticipato, però, rimane un’incognita che potrebbe sostanzialmente modificare queste previsioni, impedendo ad Apple di infrangere il record di distribuzione più alto di sempre. Tale incognita è nei rallentamenti della produzione: soprattutto con iPhone 6 Plus, le catene di fornitura non riuscirebbero a stare al passo dell’ingente domanda. I tempi di consegna stanno comunque migliorando, attestandosi oggi sotto alla settimana d’attesa, quindi potrebbero raggiungere il punto di perfetto equilibrio entro la fine del mese.

Infine, emergono interessanti dati sulle nazioni in cui il melafonino è più diffuso: negli Stati Uniti e in Cina lo smartphone procede a vele spiegate, così anche in Brasile, dove però i nuovi modelli sono arrivati solamente il 14 novembre. In Francia e in Giappone, invece, l’attenzione dei consumatori sarebbe al di sotto dei livelli di soglia. Non è dato sapere, infine, l’andamento per lo Stivale.