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Hotspot WiFi: Google e Microsoft contro gli hotel

Google e Microsoft chiedono alla FCC di impedire che i gestori delle strutture alberghiere possano vietare ai loro ospiti l'uso di hotspot WiFi personali.

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Google e Microsoft, nonostante la loro storica concorrenza, hanno deciso di unire le forze per combattere una proposta inoltrata alla FCC (Federal Communications Commission) da alcune delle associazioni che rappresentano i gestori di strutture alberghiere, in particolare American Hospitality & Lodging Association e Marriott International. La loro intenzione è quella di ottenere l’autorizzazione per impedire ai clienti di utilizzare hotspot WiFi personali mentre si trovano in hotel.

L’iniziativa ha come obiettivo quello di consentire agli albergatori di utilizzare apparecchiature per gestire i propri network che “potrebbero causare interferenze con dispositivi wireless utilizzati dagli ospiti nella proprietà dell’operatore”. In altre parole, con il pretesto di voler esercitare il controllo sulla propria rete per l’accesso a Internet, le associazioni chiedono l’autorizzazione necessaria a impedire la creazione e l’uso di hotspot WiFi da parte di chi prenota una stanza. I clienti si vedrebbero così costretti a rivolgersi al personale della struttura per ottenere le credenziali necessario per l’accesso alla Rete, ovviamente mettendo mano al portafogli con tariffe talvolta tutt’altro che economiche.

Permettere agli hotel e ai possessori delle altre proprietà di bloccare deliberatamente l’accesso ai segnali WiFi di terze parti costituirebbe un pericolo per i benefici di interesse pubblico legati all’uso senza licenza.

Queste le ragioni sostenute da Google, in una lettera inoltrata ieri alla FCC. Il riferimento è ovviamente all’utilizzo di frequenze non coperte da licenza, come quelle sulle quali si basano le reti wireless create ad esempio dagli smartphone per consentire l’accesso a Internet degli altri dispositivi. L’agenzia governativa dovrà ora pronunciarsi sul tema, valutando le richieste pervenute dalle parti in causa: da un lato l’esigenza di chi gestisce un hotel di avere il pieno controllo sull’attività online dei propri ospiti al fine di garantirne la sicurezza, dall’altro la libertà degli utenti di poter disporre in qualunque luogo del proprio accesso alla grande Rete.

Fonte: Re/code • Notizie su: ,