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Sony minaccia Twitter sulle informazioni rubate

Sony minaccia di denunciare Twitter se il social network non bloccherà tutti gli account che hanno diffuso il materiale rubato nell'attacco a Sony Pictures

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Sony ha minacciato di fare causa a Twitter se il social network non chiuderà tutti gli account attraverso i quali sono state diffuse le informazioni rubate dai cracker nell’oramai noto attacco a Sony Pictures di alcune settimane fa, definito come uno degli attacchi informatici più gravi di sempre. L’avvocato di Sony, David Boies, ha inoltre informato l’avvocato di Twitter Vijaya Gadde, che se le informazioni rubate dai cracker continueranno a girare all’interno del social network, Twitter sarà considerato responsabile per qualsiasi danno o perdita derivante dalla diffusione di queste informazioni.

Dunque, una posizione molto dura da parte di Sony che senza mezzi termini va a “minacciare” Twitter di pesanti azioni legali se la piattaforma non collaborerà ad eliminare ogni traccia del materiale rubato e diffuso in rete. Tale diffida legale Twitter l’ha dovuta anche rigirare, sempre per richiesta di Sony, all’utente Val Broekesmit, un musicista, che attraverso il suo account @BikiniRobotArmy ha ritwittato ai suoi contatti alcune delle informazioni rubate a Sony Pictures. Val Broekesmit che poi ha condiviso con il sito Motherboard una parte del contenuto della diffida legale di Sony polemizzando su quanto accadutogli.

Nella missiva legale inviata a Twitter ci sarebbero anche una serie di richieste come l’invito alla piena collaborazione del social network alla sospensione di tutti gli account che diffondono attraverso la piattaforma il materiale rubato. Sony chiede inoltre che sia cancellato dall’intero del social network ogni traccia del materiale, indipendentemente dall’account in cui si trovi.

Appare dunque evidente che Sony sta cercando in tutte le maniere di correre ai ripari per cancellare velocemente ogni traccia del recente attacco cracker che ha permesso il furto dalla divisione Sony Pictures di moltissimi dati personali dei dipendenti della società tra cui anche molti nomi famosi. Un atteggiamento molto duro già utilizzato qualche giorno fa, per esempio, nei confronti di alcuni media, tra cui il New York Times che fu diffidato da utilizzare le informazioni sottratte a Sony e diffuse in rete.

Attraverso un suo portavoce, Twitter ha fatto sapere di non aver ancora deciso se sospendere oppure no l’account di Val Broekesmit come richiesto da Sony anche perché non sarebbe ancora chiaro se davvero il social network debba ottemperare dal punto di vista legale alle richieste di Sony.

Fonte: Matherboard • Via: The wall Street Journal • Immagine: Businessinsider • Notizie su: