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Il nuovo volto del copyright in Europa

Julia Reda presenta la bozza di riforma del copyright che l'Europa dovrebbe adottare: un documento che cerca un equilibrio tra regole e creatività.

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Il vecchio continente non può continuare ad avere 28 legislazioni sul diritto d’autore. Su questo assunto il parlamento europeo sta lavorando da molto tempo per superare la sua direttiva (datata 2001) e aggiornarla ai tempi della Rete. La bozza di questo possibile nuovo testo è stata presentata ieri dalla sua coordinatrice, la “pirata” Julia Reda, unica eletta del partito a Strasburgo. La sua idea è tutt’altro che anarchica, anzi: si propone di stabilire un’area unica con poche regole chiare e l’obiettivo di liberare tutta la creatività possibile.

Le norme attuali non sono adatte a Internet, spiega la giovanissima europarlamentare tedesca sul suo blog, anticipando il draft che ha presentato ieri ai suoi colleghi. Il documento (pdf) è il risultato di un lunghissimo lavoro di revisione e di ascolto degli stakeholder per cercare di armonizzare anche il copyright all’interno della cornice del mercato unico digitale. Più facile a dirsi che a farsi, naturalmente: basti pensare alle numerose occasioni in cui un singolo gesto non contemplato dalle norme vecchie di 13 anni, come convidere una foto di un luogo pubblico o postare un frammento di contenuto coperto dal diritto d’autore, può comportare esiti legali molto diversi a seconda della nazione europea in cui si vive.

Cosa sostiene il rapporto Reda

Il rapporto di Julia Reda si basa su un principio: tutelare il copyright tramite una estensione più grande e più libera delle sue eccezioni, così da sfruttare al massimo il pubblico dominio e il riuso per costruire nuovi servizi. Di fatto, la Reda non sostiene – come ci si sarebbe aspettato da una come lei – di ammorbidire il copyright, bensì di allargare e standardizzare tutte quelle occasioni in cui si possono adottare licenze speciali per l’uso creativo, educativo, vista come possibilità anche per i detentori stessi di liberare le potenzialità dei loro contenuti.

In sintesi:

  • Fine della frammentazione delle leggi sul copyright;
  • Armonizzazione del copyright indipendente dalle tecnologie adoperate;
  • Negoziazione sempre possibile di autori e interpreti in relazione ad altri titolari di diritti e intermediari;
  • Introduzione di nuove deroghe a utilizzi per scopi educativi e di ricerca,
    nonché l’adozione di una norma che permetta l’adattamento dei contenuti per nuove forme di espressione culturale, dalla satira alle trasformazioni e riusi come mashup e fan fiction;
  • Revisione delle norme sulla copia privata (e conseguente compenso);
  • Tutti i contenuti prodotti dai governi siano copyright free;
  • Sostegno all’apertura dei contenuti conservati nelle biblioteche con il prestito digitale.

La battuta sull’Agcom

Sta facendo molto clamore anche una battuta dell’europarlamentare a proposito del regolamento italiano di contrasto alla pirateria, gestito dall’Agcom. Intervistata da Repubblica, l’europarlamentare ha rivelato una netta contrarietà e non esclude che un futuro emendamento possa, se votato, rendere di fatto illegale la pratica dell’authority italiana.

Secondo me i blocchi sul web sono una cattiva idea in generale. Lo Stato non dovrebbe stimolare i provider internet a mettere in piedi infrastrutture di tipo censorio, tanto più a stilare liste segrete di siti bloccati e a fare tutto ciò senza supervisione giudiziaria. Ci sono molti casi di siti perfettamente legali che sono finiti in quelle liste. Il fatto che questo approccio sia ancora consentito o no in futuro, dipende dalla specifica legislazione in materia. Quando il commissario Oettinger presenterà la sua proposta di riforma tra qualche mese, considererò di introdurre un emendamento che impedisca questa pratica.

I tempi di approvazione

La relazione dovrà ora passare attraverso la commissione per gli affari legali (con voto previsto il 16 aprile) e infine giungerà alla seduta plenaria del Parlamento per il 20 maggio. Per la Commissione, Andrus Ansip presenterà la sua strategia per il mercato unico digitale a maggio, mentre la proposta legislativa del Commissario Guenther Oettinger sulla riforma del copyright è prevista per settembre.

Fonte: Webnews • Via: Julia Reda • Notizie su: