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DJI Phantom, niente droni a Washington

DJI rilascerà presto un firmware che aggiungerà una no-fly zone centrata su Washington. I droni presenti in un raggio di 25 Km non potranno decollare.

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Un drone DJI Phantom è precipitato lunedì nel prato della Casa Bianca, superando quindi i sistemi di difesa dell’edificio più protetto al mondo (i radar sono calibrati per rilevare oggetti più grandi, come aerei o missili). L’azienda cinese ha comunicato che rilascerà presto un nuovo firmware per introdurre una no-fly zone. I suoi droni non potranno più volare nel cielo di Washington.

Dopo l’accaduto, i Servizi Segreti sono stati contattati dall’autore della bravata, scoprendo così che un dipendente governativo aveva giocato con il drone di un amico, sotto gli effetti dell’alcool, perdendo quindi il controllo del quadricottero. Le linee guida della FAA vietano a qualsiasi velivolo di sorvolare la Casa Bianca, ma attualmente non c’è modo di far rispettare il divieto. DJI impedisce ai suoi droni di avvicinarsi agli aeroporti, usando il GPS per stabilire le zone off limits. Ora, per la prima volta, verrà bloccato il volo in una specifica area metropolitana.

Il produttore cinese ha confermato la distribuzione imminente di un firmware obbligatorio per Phantom 2, Phantom 2 Vision e Phantom 2 Vision+ che aggiungerà una no-fly zone centrata su Washington. I droni che si trovano all’interno di un raggio di 25 chilometri non potranno più decollare, mentre quelli che si trovano all’esterno dell’area non potranno accedervi. Oggi, i quadricotteri DJI non possono volare vicino agli aeroporti e in altre zone dove il volo è proibito dalle autorità.

Al momento dello schianto, Barack Obama e la sua famiglia non erano in casa. Il Presidente ha comunque chiesto un adeguamento dell’attuale normativa per impedire ai droni di causare danni alle persone e di violare la loro privacy.

Fonte: The Verge • Notizie su: ,