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Apple: impianti GT Advanced diventano datacenter

Gli impianti di GT Advanced, il produttore di zaffiro entrato in bancarotta, verranno convertiti da Apple in un datacenter da 2 miliardi di dollari.

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Gli impianti di GT Advanced, il partner di Cupertino andato in bancarotta lo scorso ottobre, verranno riconvertiti in un enorme datacenter verde. È quanto avrebbe confermato l’azienda californiana, in riferimento alle estese strutture predisposte lo scorso anno a Mesa, in Arizona. Chiusa la produzione di zaffiro, la Mela si è trovata così a disporre di un ampio spazio inutilizzato. E, con la promessa passata di mantenere quanti più posti di lavoro possibili fra gli ormai ex dipendenti di GT Advanced, ecco il nuovo progetto.

La strategia sarà a lungo termine, poiché Apple pare voglia investire due miliardi di dollari da riassorbire in ben 30 anni. La struttura, che fino a pochi mesi fa ospitava fornaci e altre strumentazioni per la produzione di cristallo di zaffiro, diventerà un immenso datacenter, forse il principale di proprietà dell’azienda. Non a caso, Apple l’ha definito un vero e proprio “command center”. Queste le parole di Kristin Huguet, una portavoce di Cupertino:

Siamo orgogliosi di continuare a investire negli Stati Uniti con un nuovo datacenter in Arizona, che servirà come centro di comando per il nostro network globale. Questo progetto multimiliardario è uno degli investimenti più grandi che abbiamo mai fatto.

Stando alle prime indiscrezioni trapelate, gli impianti riconvertiti daranno occupazione a 150 dipendenti full-time, mentre da 300 a 500 posti di lavoro saranno garantiti nelle fasi di costruzione e di ammodernamento della struttura. Naturalmente, come tutti i datacenter targati mela morsicata, anche questo sarà completamente verde e alimentato da fonti rinnovabili: l’intera struttura, e parte dell’area adiacente, sarà infatti dotata di pannelli solari ad alta conversione. Quello di Mesa si andrà ad aggiungere agli altri datacenter a marchio mela già attivi sul suolo statunitense e all’estero, tra cui quelli in Oregon, nella Carolina del Nord, in Nevada, a Hong Kong e nei Paesi Bassi. Non è dato ancora sapere, tuttavia, quando la fase dei lavori avrà inizio e nemmeno quando il sito sarà operativo.