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UGotPosted: porno per vendetta

UGotPosted pubblicava immagini di nudo inviate da persone che avevano appena troncato un rapporto sentimentale: la vendetta è stata però punita.

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Lo stato della California ha formalmente vietato i siti che pubblicano foto di nudo portate online per vendetta. Fermato, infatti, un sito internet che sulla vendetta e sul pudore costruiva il proprio modello di business. Al centro della questione v’è il sito UGotPosted, al quale venivano inviate foto per vendetta nei confronti di un compagno o una compagna dopo aver troncato il rapporto.

Non solo UGotPosted pubblicava le immagini, ma le accompagnava anche con nome e cognome, nonché link al profilo Facebook, della vittima. Il sito è stato in piedi per circa due anni tra il 2012 e il 2013, mietendo vittime e raccogliendo anche non poco denaro: le persone colpite dalla vendetta potevano infatti cancellare le proprie immagini sborsando 350 dollari (passando per il sito parallelo changemyreputation.com, il cui dominio è oggi in vendita), cosa che ha portato nelle casse del responsabile Kevin Bollaert qualche decina di migliaia di dollari. Al fermo delle attività è seguita una indagine che ora è giunta a compimento con una sentenza che mette una parola definitiva su siti di questo tipo.

Il caso ha fatto giurisprudenza. Sebbene non fosse semplice fermare il sito UGotPosted, poiché non v’erano casi simili in precedenza e perché non era semplice fermare il tutto con semplici accuse di copyright su immagini nelle quali le vittime non possedevano diritti specifici, Bollaert è infine stato punito con 20 anni di reclusione. La difesa ha giocato le proprie carte con forza: sebbene l’azione fosse chiaramente “immorale”, le immagini erano caricate da altri e di questo il sito non se ne rendeva responsabile. Il discorso del “mero intermediario” in questo caso non ha retto, poiché la consapevolezza di quanto operato era fin troppo chiara. UGotPosted non è certo YouTube, del resto.

Ora, anche a seguito di una recente azione simile da parte della Federal Trade Commission, i siti di porno-vendetta sono definitivamente messi al bando.

Fonte: Wall Street Journal • Via: The Verge • Notizie su: ,