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Google brevetta il profumatore smart, da indossare

Un brevetto depositato da Google presso l'USPTO svela un progetto piuttosto particolare: un dispositivo indossabile che aiuta l'utente a "non puzzare".

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È uno di quegli articoli che in prossimità del primo aprile bisognerebbe scrivere con molta attenzione, verificando più e più volte la provenienza della notizia. In questo caso la fonte è da ritenersi decisamente affidabile, in quanto si tratta dell’USPTO (United States Patent and Trademark Office), ovvero l’ufficio statunitense adibito alla registrazione dei brevetti. Quello depositato da Google è relativo al più bizzarro e inusuale dei dispositivi hi-tech visti finora.

Si tratta di un prodotto da indossare, in grado di rilevare se l’utente ha sudato troppo, ad esempio in seguito ad un’intensa attività fisica. In tal caso, avvisa il diretto interessato (che si spera non debba ricevere abitualmente notifiche per maturare la decisione di entrare in doccia) e provvede ad emanare una fragranza con lo scopo di “mascherare” l’odore. Niente scherzi, si tratta di una vera e propria tecnologia sviluppata dal gruppo di Mountain View e accuratamente descritta in un documento da 19 pagine. Di seguito l’illustrazione inclusa, che mostra una ventola all’interno di una scocca sottile dal profilo rettangolare.

Il dispositivo è dotato di un sensore d’attività, un modulo per la comunicazione e un’altra componente che suggerisce un tragitto da percorrere. Il sensore identifica l’attività fisica dell’utente con il device. Il modulo fornisce l’accesso a uno o più social network per comunicare con i propri contatti. La componente relativa al percorso può suggerire una strada alternativa da imboccare, così da non infastidire altre persone legate socialmente all’utente presenti sullo stesso percorso.

Immagini dal brevetto di Google relativo ad un dispositivo indossabile che "profuma" l'utente

Immagini dal brevetto di Google relativo ad un dispositivo indossabile che “profuma” l’utente

Risulta davvero difficile immaginare quale sbocco commerciale possa avere un prodotto di questo tipo. Per quanto riguarda il brevetto, la documentazione è stata depositata nel 2012, ma l’USPTO ha accettato la registrazione solo nei giorni scorsi. Di recente Patrick Pichette (CFO del gruppo) ha parlato della necessità di abbandonare alcuni progetti per valorizzarne altri, facendo riferimento in particolare agli occhiali per la realtà aumentata Google Glass. Qualcosa suggerisce che il dispositivo in questione potrebbe essere una di quelle idee alle quali bigG in futuro non darà seguito.

Fonte: USPTO • Via: NY Daily News • Notizie su: ,