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Google si adeguerà alle misure del Garante Privacy

La società californiana, entro il 15 gennaio 2016, è chiamata ad adeguarsi alle misure richieste dall'autorità per la protezione dei dati personali.

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Ogni singola misura prescritta dal Garante Privacy con il fine di tutelare i dati personali degli utenti italiani sarà adottata da Google. Inoltre, per la prima volta in Europa, il motore di ricerca sarà soggetto a verifiche periodiche con lo scopo di monitorare l’avanzamento dei lavori di adeguamento della propria piattaforma alla normativa nazionale. È stato infatti approvato il protocollo di verifica previsto nel provvedimento adottato nel luglio 2014 nei confronti del gruppo di Mountain View.

Le misure impartite dall’autorità a bigG vengono pertanto attuate nella pratica e dovranno essere pienamente rispettate entro e non oltre il 15 gennaio 2016. Stando a quanto previsto dalla documentazione, il Garante si riserva la possibilità di effettuare verifiche di conformità alla disciplina italiana presso la sede statunitense di Google.

Sulla base del protocollo, inoltre, saranno effettuati controlli periodici riguardanti le modifiche da apportare al trattamento dei dati personali che gli utenti affidano alla società californiana per l’accesso ai suoi servizi, tra i quali figurano le ricerche online, la gestione della posta elettronica (Gmail e Inbox), la condivisione dei filmati (YouTube) e la diffusione di contenuti attraverso un social network (G+). Di seguito le più importanti misure che Google è chiamata a introdurre entro i prossimi undici mesi.

Informativa privacy

Il motore di ricerca è chiamato a migliorare la policy relativa al trattamento dei dati personali, rendendola più chiara e accessibile, differenziandola in base al servizio offerto. Questa dovrà includere, tra le altre cose, informazioni dettagliate sulle finalità e sulle modalità di elaborazione dei dati, incluse quelle per la profilazione effettuata mediante l’incrocio dei dati provenienti da più servizi, l’impiego dei cookie e altri metodi identificativi come il fingerprinting, sistema che analizza le modalità di uso del terminale archiviandone i risultati presso i server della società. Google è inoltre chiamata a predisporre un archivio contenente le precedenti versioni dell’informativa, per consentire a chi lo desidera di verificare le modifiche apportate nel tempo.

Consenso dell’utente

Nel caso in cui volesse effettuare la profilazione dei propri utenti, Google sarà chiamata ad ottenerne preventivamente il consenso informato. Questo meccanismo dovrà essere implementato sia per i nuovi account che per quelli già esistenti, ovviamente con modalità diverse a seconda dei casi. Prevista anche l’attuazione del provvedimento adottato nel maggio scorso e relativo all’utilizzo dei cookie, oltre che alle altre modalità di tracciamento degli utenti, compresi quelli registrati presso i servizi della società. Agli interessati spetta inoltre il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei propri dati per finalità di profilazione.

Conservazione e cancellazione dei dati

La società californiana è chiamata a migliorare le modalità di conservazione e di cancellazione dei dati personali relativi agli utenti. In particolare, dovranno essere garantite tempistiche precise per l’eliminazione delle informazioni, sia quelle disponibili online che quelle archiviate nei sistemi di backup. Il Garante chiede inoltre che siano revisionate le regole interne relative all’anonimizzazione, affinché la procedura adottata risulti effettivamente efficace e conforme alle indicazioni già fornite dalle altre autorità europee.

Diritto all’oblio

Lo scambio di informazioni in merito alle richieste di rimozione dalle SERP (pagine dei risultati) di Google continuerà, in modo da poter monitorare costantemente le modalità di applicazione del cosiddetto diritto all’oblio.

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