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Lo smartphone per trovare i dispersi in montagna

Il Garante dà l'ok alle tecnologie che rendono più facile rintracciare persone disperse o infortunate che hanno con sé il cellulare. Ecco come funzionano.

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha dato l’ok all’uso di nuove tecnologie volte alla geolocalizzazione di persone disperse in montagna. Con queste tecniche le ricerche saranno ancora più rapide, efficienti e precise così da facilitare le operazioni di soccorso. I due nuovi sistemi, sottoposti al vaglio del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), trasmetteranno i dati di geolocalizzazione dello smartphone dei dispersi a una centrale operativa dedicata, senza l’intermediazione dell’operatore telefonico e senza il consenso delle persone da soccorrere.

La tecnologia approvata dal garante prevede la localizzazione solo dopo l’attivazione formale delle ricerche da parte del 118, dal 115 o dall’autorità di Pubblica Sicurezza. I dati raccolti riguarderanno esclusivamente la posizione geografica dei dispersi e saranno acquisiti solo per il tempo necessario alla loro localizzazione, allo scopo di salvaguardarne la vita o l’integrità fisica.

Grazie a questi limiti, tecnici e di conservazione cronologica, il garante non ha ravvisato ostacoli all’utilizzo di queste nuove tecnologie alla luce di un provvedimento del 2008 che ha stabilito – questo forse non tutti lo sanno – essere lecito acquisire dati sulla localizzazione dei dispersi, per salvaguardarne l’incolumità, anche senza il consenso degli interessati. Pe ovvie ragioni, essendo impossibile in quel momento averlo.

Sms autoinstallanti e triangolazioni radio

l primo sistema che viene ufficialmente adottato dai soccorsi si basa sulla possibilità di inviare all’utente alcuni specifici messaggi (sms di tipo “0”) i quali consentono l’installazione di applicazioni e la configurazione di una apposita stazione ricevente che riceve in modalità automatica, il dato GPS.

Il secondo sistema, invece, fa uso di una ulteriore categoria di sms tecnici (Ping) i quali, una volta ricevuti dal terminale, innescano la trasmissione automatica alla centrale operativa dei dati relativi alle stazioni radio base visibili anche se appartenenti a gestori diversi da quelli a cui l’utente riceve il servizio. In tal modo con tecniche di triangolazione rese più sofisticate dalla disponibilità di dati di geolocalizzazione delle stazioni base di diversi operatori è possibile individuare la posizione del terminale dell’utente disperso.

Innovazione e rispetto della legge

Molto spesso i dati sensibili hanno a che vedere con la sicurezza delle persone: la raccolta a strascico dei metadati telefonici serve all’individuazione di potenziali rischi, la facilitazione delle operazioni di oscuramento dei siti a fermare la propaganda dei terroristi; quotidianamente, ormai, i cittadini occidentali (per russi o cinesi o mediorientali il discorso è diverso) sono abituati e forse anche assuefatti a una continua tensione tra il rispetto della privacy e la sicurezza collettiva, logica già fragile e pure inquinata dallo scandalo del Datagate che ha rivelato anche attività illecite di sorveglianza globale.
È una buona notizia, da questo punto di vista, che almeno c’è ancora qualcuno che lavora per implementare, innovare la sicurezza spiegando i termini tecnici e dando una copertura di legalità, come nel caso del sistema ideato per i dispersi in montagna.

Fonte: Garante Privacy • Notizie su: