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Roaming: niente abolizione almeno sino al 2018

L'Unione Europea trova un compromesso sull'abolizione dei costi di roaming. La completa eliminazione slitta al 2018 ma dal 2016 arriverà una riduzione

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Con un compromesso al ribasso, l’Unione Europea non eliminerà i costi di roaming internazionale almeno sino al 2018. I rappresentati dei 28 stati membri hanno dunque accettato la proposta della presidenza lettone che prevede una linea molto più morbida e flessibile di quella proposta inizialmente dal Parlamento Europeo nel pacchetto Connected Continent voluto da Neelie Kroes che aveva tentato di porre fine ai costi del roaming internazionale entro la fine del 2015.

La nuova line di condotta a cui i 28 stati membri hanno dato semaforo verde prevederebbe, a partire dal giugno 2016, l’equiparazione delle tariffe domestiche con quelle estere ma solo per un risicato quantitativo di traffico voce ed internet. Superata questa soglia, agli utenti sarebbe applicato un rincaro sulla tariffa base che comunque non dovrà superare una certa soglia. Limiti e prezzi non sono ancora stati definiti e ci sarebbero più soluzioni al vaglio anche se voci di corridoio affermerebbero che i costi extra soglia potrebbero attestarsi sui 5 centesimi. Costi che sarebbero applicati su limiti davvero molto bassi. Al vaglio, infatti, l’ipotesi di applicare gli extra soglia già dopo 5 minuti di chiamate, 5 SMS e 5 MB di traffico dati.

Limiti e costi che però saranno oggetto di discussione e probabilmente anche di intensi “scontri” tra i vari schieramenti. L’Unione Europea appare infatti spaccata tra chi sostiene l’abolizione dei costi di roaming e chi invece vorrebbe mantenerli o al massimo ridimensionarli di poco.

Questa fase di transizione durerà sino al 2018 quando l’Unione Europea dovrà decidere il passo successivo. Per quella data, il Parlamento Europeo potrà dunque decidere dell’abolizione definitiva dei costi del roaming, oppure decidere diversamente.

Una posizione che sicuramente deluderà i cittadini che attendevano con ansia l’abolizione dei dispendiosi costi di roaming internazionale. Una scelta che comunque ha creato anche molti malumori all’interno della stessa Commissione Europea per una scelta priva di ambizione e troppo conservativa che strizza l’occhio più alle Telco che ai cittadini europei.