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Google richiama a sé gli utenti Firefox negli USA

Attraverso un appello sulle proprie pagine, Google cerca di recuperare alcuni degli utenti Firefox passati nei mesi scorsi a Yahoo per le ricerche online.

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A dicembre una decisione potenzialmente in grado di spostare gli equilibri nel settore dei motori di ricerca: Mozilla ha scelto di abbandonare Google e di utilizzare Yahoo come piattaforma predefinita per trovare contenuti online all’interno di Firefox (con l’aggiornamento alla versione 34), inizialmente solo negli Stati Uniti. Una mossa alla quale il gruppo di Mountain View ha risposto nei giorni scorsi mettendo in campo un’iniziativa finalizzata a mantenere ben salda la propria leadership online.

Durante la navigazione, effettuando una ricerca su Google, gli utenti USA hanno visto comparire un box contenente un messaggio piuttosto chiaro: “Cambia il tuo motore di ricerca predefinito in Google”. Sotto due pulsanti: “Learn how” (“Impara come”) e “No, thanks” (“No, grazie”). Sebbene il browser di Mozilla detenga al momento il 16% circa del market share totale, rappresenta comunque uno strumento in grado di veicolare un gran numero di ricerche. A dimostrarlo sono le statistiche rilevate a livello globale da StatCounter: Yahoo, da novembre a dicembre 2014, ha visto la propria quota salire dall’8,6% al 10,9%. Secondo comScore, invece, la crescita statunitense è stata nello stesso periodo dal 10,2% all’11,8%.

Il messaggio mostrato da Google agli utenti Firefox negli USA, per convincerli a impostare il proprio motore di ricerca come predefinito

Il messaggio mostrato da Google agli utenti Firefox negli USA, per convincerli a impostare il proprio motore di ricerca come predefinito (immagine: Search Engine Land).

La competizione tra browser si interseca dunque con quella per guadagnare la fetta più grande del mercato nell’ambito dei motori di ricerca. Poter gestire la navigazione degli utenti e aiutarli a trovare ciò che desiderano in Rete rappresentano due fattori chiave per il successo in ambito Web. Lo sa bene Google (sceso tra novembre e febbraio negli USA dal 77,46% al 74,89%), che attraverso azioni come quella messa in campo nel fine settimana testimonia la propria volontà di non perdere il terreno acquisito negli ultimi anni, al fine di mantenere la propria posizione di leadership.