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Verso i camion a guida autonoma

Kapsch TrafficCom testa un progetto che collega diversi veicoli in cui solo il primo è controllato da un conducente: platooning a guida autonoma.

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I veicoli a guida autonoma si avvicinano a rapidi passi verso l’approdo sulle strade e con ogni probabilità la rivoluzione prenderà il via a partire dai veicoli commerciali. Nel circuito di prova AstaZero in Svezia, Kapsch TrafficCom ha testato ad esempio un sistema per il platooning dei mezzi pesanti, una soluzione che permette di collegare diversi veicoli in un convoglio in cui solo il primo della fila è effettivamente controllato da un conducente.

L’equipaggiamento V2X fornito da Kapsch per il progetto permette la comunicazione tra veicoli e infrastruttura (V2I o Vehicle To Infrastructure) e tra veicolo e veicolo (V2V o Vehicle To Vehicle): i mezzi così interconnessi in un unico convoglio virtuale sono in grado di seguire automaticamente il camion leader e di copiarne il comportamento accelerando, frenando e girando nello stesso identico modo, così da mantenere una distanza fissa e velocità costante.

Ha spiegato Adam Tengblad, responsabile del Product Management di Kapsch TrafficCom Svezia:

Il platooning è un’opportunità di applicazione fantastica per la seconda generazione delle tecnologie V2X, di cui dimostra l’enorme potenziale e la versatilità. Durante il test effettuato in Svezia, il nostro modulo V2X EVK-3300 è stato utilizzato come piattaforma di comunicazione del veicolo. L’EVK-3300 è basato sullo standard IEEE 802.11p – una variante di WiFi adattata a connessioni ad hoc – per gestire i dati provenienti dal sensore e i segnali radio. Il modulo è un’interfaccia per l’elaborazione dei dati necessari alla guida autonoma di un veicolo.

I vantaggi di queste nuove tecnologie, che potrebbero essere pronte per la produzione nei prossimi cinque anni, sono evidenti, soprattutto per l’industria dei trasporti: una maggiore sicurezza e un migliore uso delle risorse ne sono solo un esempio. Come si evince dai risultati di questo primo test, poi, il risparmio di carburante può variare dal 5% al 20%, in base alla scelta della distanza tra i veicoli. Il “platooning” è infatti un vero e proprio stile di guida, legato al fatto che la prossimità dei veicoli è in grado di annullare la forte resistenza all’aria di veicoli che non fanno certo dell’aerodinamica il proprio punto di forza. Tecnologie in grado di legare più veicoli assieme tramite una serie di sensori e algoritmi consentirebbe quindi di risparmiare tanto in risorse umane, quanto in risorse energetiche. E potrebbe modificare in gran parte i modelli di business legati all’autotrasporto.

Questo sistema richiede ovviamente molte precauzioni tecniche che devono garantire la sicurezza degli occupanti e dei veicoli, che devono essere in grado di reagire ai fattori esterni. Una tecnologia così all’avanguardia comporta, poi, diverse sfide nel campo legislativo e dell’etica. Quando si tratta di eliminare il fattore umano, la fiducia nella tecnologia solitamente diminuisce. Come ha concluso Tengblad:

Fino a quando la robotica permetterà un’esperienza di guida totalmente autonoma, il platooning è una soluzione ibrida molto valida. In questo caso i benefici dell’automatizzazione vengono combinati con la fiducia che riponiamo naturalmente nella capacità e nel giudizio di un uomo alla guida di un veicolo.

Elon Musk, del resto, se ne è detto certo: entro i prossimi due decenni la guida umana sarà deprecata, forse proibita. Entro pochi anni, dunque, i primi esperimenti di guida autonoma sono destinati a giungere sul mercato.