QR code per la pagina originale

Una ciclabile con pannelli solari sull’autostrada

In Corea del Sud, il tratto di autostrada che collega Daejeon a Sejong è attraversato da una pista ciclabile interamente coperta da pannelli fotovoltaici.

,

La realizzazione di un’infrastruttura come un tratto autostradale rappresenta un’importante occasione di sviluppo per il territorio interessato dall’opera, ma solo se in fase di progettazione vengono adottati criteri e modalità rispettosi dell’ambiente e delle zone coinvolte. Una dimostrazione di comportamento virtuoso arriva dalla Corea del Sud, più precisamente dalla regione a circa 160 Km di distanza (in direzione sud) dalla capitale Seul.

L’autostrada che collega la città di Daejeon a quella di Sejong, per poco più di 30 Km, è attraversata nel mezzo da una pista ciclabile, interamente ricoperta da pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica in modo pulito, sostenibile e rinnovabile. Un esperimento che potrebbe in futuro essere replicato altrove, offrendo molteplici vantaggi. Oltre a quello già citato riguardante il poter generare energia a impatto zero, un’opera di questo tipo promuove l’utilizzo della bicicletta per spostamenti extraurbani su lunghe percorrenze. Da verificare però se lo smog e l’inquinamento provocato dalle vetture abbia qualche effetto negativo sull’esperienza offerta ai ciclisti. Di seguito un filmato aereo realizzato con l’ausilio di un drone.

Il progetto richiama alla mente quello di Solar Roadways (illustrato nelle immagini allegate di seguito), lanciato lo scorso anno con una campagna di crowd funding sulla piattaforma Indiegogo. In quel caso, però, i pannelli sono integrati direttamente nella strada, con una struttura studiata appositamente per sopportare il carico dei veicoli in transito (fino a 113 tonnellate). Altro particolare interessante, ogni modulo è equipaggiato con 128 LED che al calare del sole possono essere impiegati come sistema di illuminazione hi-tech, rimpiazzando di fatto la tradizionale segnaletica orizzontale. C’è da sperare che in futuro iniziative di questo tipo, magari ancora più evolute ed efficienti, possano essere adottate su larga scala e non limitarsi ad un impiego sperimentale.

Fonte: Autoblog • Notizie su: