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Jay Z difende TIDAL dopo le polemiche

Jay Z compare su Twitter per difendere TIDAL, a seguito delle polemiche sorte dal crollo dei download dell'applicazione sull'App Store di Apple.

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È intervenuto su Twitter per difendere la sua ultima fatica, ovvero TIDAL: il servizio di streaming musicale che lo vede comproprietario con un nugolo di altre popstar. Si sta ovviamente parlando di Jay Z, il nuovo possessore della piattaforma scandinava, a seguito di alcune lamentele degli utenti e delle performance su App Store. «Tidal sta bene», spiega, forse per gettare acqua sul fuoco delle polemiche degli ultimi giorni.

La questione è nata qualche giorno fa, quando alcune testate statunitensi come Billboard han fatto notare come TIDAL sia crollato nei download di App Store, uscendo dalla classifica dei 750 software più gettonati. Un fatto preoccupante, almeno stando agli analisti, poiché non solo i rivali come Spotify, Pandora e Beats Music rimangono saldi in posizioni ben più accessibili, ma pare abbiano ricevuto proprio una spinta in concomitanza con lo streaming di Jay-Z. Come riporta BGR, infatti, lo scorso 20 aprile Pandora ha occupato la terza posizione dell’App Store USA, seguito alla quarta da Spotify, dopo alcune settimane fuori dalla top ten. Così l’artista, nonché marito di Beyoncé, ha spiegato su Twitter:

Tidal sta bene. Abbiamo oltre 770.000 abbonati. Siamo sul mercato da meno di un mese

Il rapper ha anche aggiunto come iTunes Store e servizi analoghi abbiano impiegato più tempo per raggiungere un simile successo, ricordando come il rivale Spotify abbia impiegato ben 9 anni prima di diventare un fenomeno di massa. Alcuni utenti sui social, tuttavia, hanno contestato i numeri forniti dal musicista statunitense: Tidal esisteva prima di Jay Z, di conseguenza gli utenti vorrebbero sapere quanti siano in totale gli abbonati a seguito del completo redesign del servizio.

Sin dalla sua presentazione, il nuovo TIDAL ha raccolto risposte variegate tra il pubblico, fra sostenitori e dubbiosi. Il punto della discordia sarebbe l’abbonamento mensile, diviso in circa 10 dollari per l’ascolto normale e 20 per quello di elevata qualità, quando altri servizi analoghi propongono streaming gratuiti o a basso costo per la versione base. Jay Z ha voluto però ribadire come TIDAL paghi «il 75% delle royalties a tutti gli artisti, autori e produttori, non solo ai membri fondatori apparsi sul palco», contestando l’accusa dei “rich getting richer” (“ricco che diventa ancora più ricco”) emersa sui social nel vedere popstar mondiali durante l’evento di presentazione a New York.

Fonte: BGR • Via: Guardian • Immagine: Everett Collection via Shutterstock • Notizie su: