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Le cinque regole per valorizzare l’Expo

Focus sui paesi più importanti, tecnologie integrate, intrattenimento, shopping, area di Milano: cinque istruzioni della holding Amadeus su Expo 2015.

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Problemi ce ne sono, di tutti i generi, ma l’esposizione universale è alle porte e quando aprirà nei sei mesi successivi sprigionerà tutto il suo potenziale in termini economici nel mondo del viaggio e del turismo. È questo il vero valore di Expo 2015, e c’è chi ha elaborato un elenco di punti fondamentali per valorizzare questo evento. Amadeus, una holding internazionale del viaggio, ne ha individuati cinque, molto precisi e tecnici.

Durante Expo è prevista la partecipazione di 20 milioni di visitatori, 24 milioni di ingressi. Si prospetta che 12-14 milioni fra di essi saranno italiani, 6-8 milioni stranieri (55% da Paesi europei). Interessante notare nei forecast dell’agenzia Explora, che circa il 40% prenderà parte a brevi viaggi in Italia come contorno all’esperienza relativa a Expo Milano. Si prevede, inoltre, un afflusso stabile in termini di volume che sarà equamente distribuito nel corso dei mesi dell’esposizione. Il turismo incoming, quindi, farà davvero la differenza per poter dire che ne è valsa la pena.

Cosa suggeriscono i flussi turistici

Francesca Benati, direttore generale di Amadeus Italia, è una delle più brillanti interpreti dei cambiamenti indotti dalla tecnologia sul turismo, la quale potendo soddisfare come mai prima i bisogni del cliente ha rimodellato molti processi e letteralmente costretto gli operatori a costruire convergenze che hanno cambiato l’esperienza del viaggiatore, in particolare grazie al mobile. Il primo fattore che evidenzia nei suoi cinque suggerimenti è quello dei flussi turistici dall’estero:

La Germania è prima in classifica tra i flussi turistici esteri in Italia. Notevole è quello russo per via della crescita costante e afflusso di turisti della tipologia high-spender. In considerazione dei flussi turistici intercontinentali, gli Stati Uniti forniscono il più alto numero di arrivi, generando un volume tuttavia meno affezionato rispetto al Giappone, che si rivela il Paese con più ritorni in Italia, legato anche all’acquisto di pacchetti viaggio. Risulta evidente che bisogna attrezzarsi con offerte, soluzioni personalizzate per rispondere agli interessi specifici di tali popolazioni e culture.

Il secondo punto è il seamless: offrire al viaggiatore un’esperienza di gestione fluida e senza soluzione di continuità. Per ottenere questo risultato il settore deve affrontare due nodi cruciali: le infrastrutture e la tecnologia.
 Occorre, infatti, investire sulle infrastrutture che supportino la logistica del viaggio come, ad esempio, collegamenti ferroviari tra gli aeroporti e le città. E al tempo stesso i provider di viaggi sono chiamati a offrire soluzioni di coordinamento tra i diversi mezzi attraverso piattaforme che assicurino un solo processo di ticketing per i diversi mezzi che compongono il viaggio e un supporto informativo constante, reattivo e immediato via mobile. Qui si è nel terreno dei principi di un buon sito di ecommerce. Ma quanti ce ne sono, in Italia?


Terzo suggerimento, bleisure, un trend che ormai rientra nel gergo del mondo viaggi. Traduzione: servizi per il turismo d’affari.

Se fino a ieri abbiamo vissuto il business travel e il leisure come due mondi paralleli, oggi i viaggiatori d’affari pensano sempre più al business travel in modo ampio e differente. Evidenziamo costantemente una maggiore attenzione al benessere, alla necessità di trascorrere più tempo in famiglia, all’esigenza di trovare momenti di svago durante la trasferta. Azioni queste che stanno modificando i comportamenti dei viaggiatori d’affari, influenzando la scelta degli hotel, dei servizi richiesti, dei mezzi di trasporto.

Quarta regola da seguire per non perdere il treno dell’Expo, collegata alla terza: lo shopping. Ovviamente di Made in Italy, e a ciascuno il suo. I russi devono essere oggetto di focus specifico, brasiliani, indiani e cinesi pur partendo da cifre basse in valore assoluto, negli ultimi anni hanno registrato tassi di crescita ragguardevoli. Il viaggiatore russo dimostra una forte propensione allo shopping, mentre il turista cinese preferisce destinare più della metà del budget extra pacchetto alla ristorazione e in generale al mondo del food. Tutte cose da sapere,

Ultimo ma non meno importante: cosa succederà alla struttura ricettiva milanese dopo la chiusura di Expo? Intanto, Francesca Benati snocciola qualche numero: alla fine del 2013, si contano 446 hotel per 25.749 stanze e 51.369 letti nella città di Milano; Entro il 2017 si prevede un aumento di 1.700-1.800 stanze nell’area della città, nella quale è stato possibile attuare un inizio di lavori per la realizzazione di nuove strutture e la ristrutturazione di alcune già esistenti in favore di upgrade verso le 4 o 5 stelle. Si pensa che entro il 2019 verranno erette 16 nuove strutture ricettive per accogliere ospiti in 3.150 nuove stanze, come effetto post-temporale dell’esposizione universale. Nella provincia di Milano il numero di nuove stanze sarà 6.880, che rispecchia un aumento del 3,3% rispetto alla fine del 2013. Secondo Amadeus è sensato ritenere che nel 2016, anno seguente a Expo, ci sarà un considerevole abbassamento del RevPAR (revenue-per-available-room) che potrà aggirarsi intorno al 20%.

Inevitabile pertanto prendere in considerazione anche questo tipo di accadimenti legati ai profitti per le strutture ricettive: dovranno infatti pensare a modelli di business sostenibili anche nel medio-lungo termine, ideando una strategia di riassetto dei locali oppure un cambiamento nella destinazione degli stessi, ad esempio downgrade di prezzo e servizi per invitare la domanda media e medio-bassa, oppure trasformando gli spazi in centri congressuali, mantenendo un occhio sulle attività dei competitor.

tabella

Nella tabella le diverse distribuzioni rispetto ai paesi di provenienza: per fare dell’Expo un buon affare dal punto di vista turistico, bisognerà fare attenzione alle diverse propensioni e ai conseguenti diversi approcci. La personalizzazione delle proposte, oggi, è una strategia irrinunciabile.

Fonte: iPresslive • Notizie su: ,