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Disruptive Week: l’innovazione passa da Milano

Dal 27 al 30 aprile, Milano ospita la Disruptive Week: utenti, professionisti e aziende si incontrano per capire l'innovazione e sfruttarne le opportunità.

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Il suo nome è “Disruptive Week” e porta tra le strade di Milano il mondo dell’innovazione. Quasi a scaldare la piazza per l’esordio di Expo 2015, l’evento è pensato per attingere dal mondo della digital economy il meglio della cavalcata rivoluzionaria che il comparto sta riversando sul mercato. Incontri, formazione, vetrine per presentare novità, il tutto spingendo il motore dell’innovazione ai massimi livelli.

L’iniziativa è rivolta a tutti coloro che vogliono comprendere meglio la rivoluzione che l’ultima ondata di innovazioni digitali sta provocando nel sistema delle imprese e nella società.

Disruptive Week: il programma

L’evento è iniziato da poche ore e durerà fino al 30 aprile: Disruptive Talk, Disruptive Match e Pitchfire Event si alternano tral e location prestabilite al fine di tessere una trama nella quale sia possibile attingere da ognuna di queste fonti per capire al meglio quale sia oggi l’ecosistema dell’innovazione in Italia. L’esordio è avvenuto non a caso tra i muri di Talent Garden, laddove l’innovazione cerca il giusto contesto per poter sbocciare: un incontro con Microsoft ha messo in campo le opportunità di Melixa e Bioside, startup che hanno testimoniato il proprio percorso da semplice idea a progetto di mercato.

Una settimana di appuntamenti internazionali dedicati a tecnologie emergenti, quali Machine-to-Machine, Internet of Things, Robotica, Smart Energy, Wearable Technologies e Wireless 2.0.

La giornata odierna prevede un approfondimento sulla mobilità presso il Mercedes Benz Center, per capire il futuro del mondo automotive laddove sicurezza, sostenibilità e connettività rappresentano pulsioni estreme su un comparto destinato ad anticipare la rivoluzione in atto. Ma non solo: presso la medesima sede ha luogo la WT-Wearable Technologies Conference per discutere del rapporto tra tecnologia indossabile, business e salute.

Mercoledì 29 è il giorno che Samsung focalizza sulle Smart Home e sulla logica dell’Internet of Things: «Un’occasione unica per confrontarsi in modo diretto con chi lavora su queste innovazioni, parte integrante della quotidianità di tutti». Nella stessa giornata è previsto Robobusiness Europe, evento dedicato all’incontro tra il mercato e la robotica alla ricerca di nuove soluzioni concrete per la soluzione automatizzata di problemi comuni.

Giovedì 30 aprile presso l’ATA Hotel Expo Fiera si torna sull’IoT, passando per robotica e tecnologie indossabili, il tutto per approfondire le dinamiche che stanno cambiando il Made in Italy. Il tutto con un problema che emerge rispetto ad altri comparti: una cronica carenza di competenze in questa fase di “Rivoluzione industriale 4.0” crea sì opportunità per i giovani, ma si evidenzia oggi come un handicap per le aziende, generando un vuoto occupazionale difficile da gestire: IoT Data Scientist, Wearable Designer, IoT Specialist, Embedded SW Developer e IoT Cybersecurity sono i “job title” che il mercato ha il dovere di trovare in tempi quanto più rapidi possibile.

Verso l’Expo

L’evento “Disruptive Week” (format europeo che trova a Milano la propria declinazione nel Bel Paese), organizzato da Innovability, ribadisce la centralità di Milano nel mondo dell’innovazione e passa simbolicamente il testimone all’Esposizione Universale che va ad iniziare.

Speciale: Expo 2015

Tutta questa offerta di innovazione ha per l’Italia un significato doppio, forse triplo: una sincera ammissione di colpa da una parte, un opportunistico modo per costruire qualcosa sulle proprie mancanze dall’altra; ma anche un atavico bisogno di rivoluzionare quel che non funziona, così come questo paese ha fatto nei secoli riproponendosi ciclicamente come ombelico del mondo occidentale dopo aver sfiorato il baratro della periferia.

Il momento di ripartire si ripropone a Milano: il Salone del Mobile prima, la Disruptive Week ora, Expo 2015 poi. Occasioni, mere piattaforme, dalle quali emergono però contatti e opportunità. E il paese ha il dovere, oltre che la necessità, di farne tesoro.

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