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Startup al Salone: Seejay

Una startup che si occupa di ottimizzazione dei contenuti social invitata al Salone di Torino: il motivo è la possibile scrittura creativa.

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Anche un social wall di contenuti composti in uno storytelling può interessare all’editoria. Tra le startup invitate al Salone del libro di Torino c’è Seejay, a prima vista una società di ottimizzazione delle presenza social che ha poco da spartire con l’editoria, invece questo progetto verrà presentato a Book to the future, l’area startup del salone.

Nata nel 2013, Seejay promette di dare “superpoteri” ai contenuti social, facendo storytelling. Il vate di questa tecnica, Riccardo Luna, è un loro advisor e questo già la dice lunga. Un esempio del lavoro vale più di mille parole, come #BookCity, uno degli eventi per i quali hanno messo a disposizione i loro servigi. Tecnicamente si è nei territori del social engagement e della sentiment analysis: Seejay raccoglie, organizza e pubblica immagini, video, audio, testi e tweet dai social network per costruire in tempo reale storie collettive su qualsiasi tema, argomento o hashtag suggerito dal cliente. Una volta creata la storia, il sistema coinvolge gli utenti per espandere l’audience.

Intervista al co-founder Fabrizio Ferreri

Seejay è decisamente brava nel costruire questi wall di contenuti social, che tutti assieme valgono di più del valore singolo di ogni contenuto di cui sono composti. Raccogliere contenuti, tra l’altro, significa anche sfruttare la pubblicazione aperta dei contenuti delle persone.

Seejay è forse la prova evidente che certi discorsi su privacy e copyright sono del tutto teorici: quanti problemi vi ha creato il mash-up dei contenuti social?

Ad oggi abbiamo creato 15 mila storie e non abbiamo ricevuto alcuna lamentela. Il sistema è semplice: ogni volta che usiamo il contenuto pubblico di qualcuno per il nostro storytelling viene notificato all’utente, che può chiedere la rimozione. Ma tranne un paio di casi, subito accolti, non è mai successo.

Questo perché voi agite su due binari: i contenuti che aggregate possono essere sia del cliente, del brand, ma anche di chiunque…

Esattamente. Dipende anche dal progetto, dalla finalità, dalle caratteristiche dell’evento o della campagna che si vuole trattare.

Si può dire che c’è una traccia e quindi voi fate storytelling su questa con contenuti anche di terze parti?

È il motivo per cui siamo stati selezionati al Salone del libro. In via teorica, anche se non è stata ancora molto sperimentata, Seejay può essere utilizzato anche per la creazione di contenuti del tutto originali: in questo caso il brand sarebbe l’editore, l’hashtag sarebbe una traccia, il social wall la stesura collettiva di un contenuto narrativo. Insomma, una forma di scrittura creativa. Un’altra differenza con le comuni esperienze è che la nostra società può fornire strumenti di analisi e aiuta a portare chi ha contribuito ai contenuti sul sito dell’editore.

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Book to the future

Sulla scia del successo del 2014, quando le aziende selezionate conquistarono il pubblico e gli addetti ai lavori, anche quest’anno uno spazio del Salone di Torino è interamente riservato a 10 startup che offrono servizi innovativi per la fruizione dei contenuti editoriali. Grazie all’iniziativa del Salone Internazionale, Lingotto Fiere e il il Centro per l’Innovazione di Intesa Sanpaolo, si è costruita un’area dell’innovazione dove, durante il periodo di svolgimento del Salone, le 10 startup parteciperanno ad attività laboratoriali, in cui viene richiesto di elaborare un format digitale creativo e innovativo a partire da determinati contenuti. Tra i format presentati, un’apposita giuria sceglierà quello che più si sarà distinto per applicabilità, fruibilità e creatività e la startup vincitrice potrà accedere al percorso di accelerazione di Intesa Sanpaolo.

Numerosi gli argomenti affrontati nell’ampio programma di incontri che si svolgono nella sala dell’area. Si parlerà di strategie social, come l’utilizzo di hashtag come strumento di engangement; al Salone sbarcheranno anche le tecnologie indossabili, l’avvento del digitale ha influenzato anche il mondo del fumetto, la graphic novel, il transmedia storytelling; si parlerà di accesso agli open data, di scrittori indipendenti e self-publishing, di Slow Journalism.