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Dal cruscotto al display

I sistemi di infotainment rappresentano il nuovo modo di interagire con l'automobile, laddove i cruscotti tradizionali hanno lasciato il posto ai display.

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Contachilometri e tachimetri analogici sono strumenti destinati a quella che tra non molto tempo verrà considerata come la preistoria del mondo automotive. Al loro posto, sulle vetture odierne e future, trovano posto pannelli touchscreen e display del tutto simili a quelli integrati nei dispositivi mobile. L’interfaccia tra l’uomo e la macchina diventa dunque digitale e si arricchisce di tutta una serie di funzionalità capaci di rendere il viaggio sempre più smart.

Se fino a qualche anno fa con un’occhiata al cruscotto era possibile consultare la velocità di crociera, il livello di carburante nel serbatoio e la temperatura del liquido di raffreddamento, oggi si può interagire con quelli che vengono definiti sistemi di infotainment. Un neologismo che nasce dalla fusione dei termini “information” ed “entertainment”, sufficientemente chiaro per spiegare quale sia il suo ambito d’azione: tecnologie di questo tipo non si limitano ad informare il conducente e i passeggeri sui parametri che riguardano il veicolo o in merito alla strada da seguire per giungere a destinazione, ma lo intrattengono, consentendo ad esempio l’accesso all’ascolto di brani musicali (via Bluetooth, su CD, in streaming ecc.), podcast, notiziari e molto altro ancora.

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Nuove funzioni, nuove interfacce

Imboccando questa strada l’auto non è più solo un mezzo di trasporto, ma diventa una sorta di salotto su quattro ruote, soprattutto per chi non si deve preoccupare della guida e può dunque fruire dei contenuti che la Rete mette a disposizione. Naturalmente l’evoluzione dell’infotainment spalanca le porte anche all’introduzione di strumenti utili per chi si trova al volante, rendendo di fatto obsoleto e antiquato il tradizionale concetto di navigatore stradale. Le moderne soluzioni hi-tech messe a punto dagli automaker possono essere paragonate a dei veri e propri assistenti, in grado di rendere gli spostamenti sia più piacevoli che maggiormente efficienti dal punto di vista dei consumi e del tempo risparmiato evitando code o ingorghi.

Tutto questo senza dimenticare il supporto ai comandi vocali, che quando ci si trova al posto del conducente rappresentano un mezzo sicuro per l’esecuzione delle azioni. Non è necessario staccare le mani dal volante e nemmeno togliere gli occhi dalla strada: basta parlare. Il sistema Ford SYNC, ad esempio, permette di avviare la riproduzione dei brani musicali semplicemente pronunciando il nome di un’artista o di un genere, così come di chiamare qualsiasi contatto della rubrica specificandone il nome.

Le potenzialità del Web e le evoluzioni dell’intelligenza artificiale salgono dunque a bordo delle vetture e vengono messe a disposizione dell’utente sotto forma di servizi accessibili mediante un’interfaccia semplice e intuitiva, perché così dev’essere la tecnologia in ambito automotive: non fonte di distrazione, non perdita di tempo, ma strumento pensato e progettato per rendere il viaggio un’esperienza piacevole, sicura e confortevole. La metamorfosi da analogico a digitale del cruscotto va di pari passo con le innovazioni che si nascondono sotto il cofano, la cui finalità è quella di rendere l’auto più efficiente dal punto di vista motoristico e dei consumi. La rivoluzione in atto nel mondo delle quattro ruote può dunque essere definita organica e interessa ogni singola parte del veicolo, compresa quella che rappresenta il punto di contatto e di interazione tra l’uomo e la macchina.

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Interfacce per auto: questioni progettuali

Passare da un sistema analogico ad uno digitale si porta appresso tutta una serie di considerazioni di grandissimo impatto, soprattutto in termini di design. L’interfaccia è infatti il simulacro che deve portare i medesimi significati all’occhio del guidatore, dovendo però passare attraverso tutta una serie di scelte necessarie alla costruzione del messaggio stesso.

Le icone scelte, ad esempio, debbono essere quanto più chiare e lineari possibile. La grande ricchezza dei display odierni impone infatti la massima velocità nella comprensione della posizione dell’icona e nella comprensione della stessa, al fine di attivare il comando giusto al momento giusto senza assorbire troppa attenzione da parte del guidatore.

Lo sviluppo dei menu ha pari importanza, poiché strutture eccessivamente stratificate o confuse impediscono al guidatore di arrivare alla scelta giusta in pochi “tap”. Occorre inoltre ricordare come le strutture touch inibiscano la fondamentale funzione tattile dei polpastrelli: premere un pulsante o girare una manovella sono infatti operazioni che liberano l’occhio, trasferendo sul dito il compito di ricevere i necessari feedback di conferma. Le superfici touch invece impongono l’uso della vista sia in fase di analisi dell’interfaccia, sia in fase di ricezione del feedback dopo la scelta.

La posizione del display è un altro aspetto fondamentale, perché avere un navigatore satellitare all’altezza delle ginocchia non è certo la stessa cosa di avere un navigatore posizionato in prossimità del parabrezza: lo studio del movimento del volto e degli occhi potrà essere fondamentale nel futuro prossimo per ottimizzare il posizionamento degli elementi fondamentali al servizio del guidatore, in attesa che le auto a guida autonoma possano operare in sostituzione dell’uomo e dando il via all’ennesima rivoluzione dell’interfaccia utente dell’automobile.

L’interfaccia scompare

La teoria delle interfacce uomo-macchina vogliono le massime performance su quei progetti che limitano al massimo le frizioni nell’uso dell’interfaccia da parte dell’uomo. L’interfaccia ideale, paradossalmente, è trasparente: consente di passare oltre senza ostacolo alcuno.

In auto l’avvicinamento all’interfaccia ideale avverrà in molti casi attraverso la voce. L’interazione vocale, infatti, è ciò che permette al guidatore di mantenere gli occhi e l’attenzione sulla strada, evitando di assorbire la stessa su questioni che spesso nulla hanno a che vedere con la guida. Tutto ciò è già in parte possibile inviando SMS e ricevendone la lettura, ma molto si deve ancora fare per la gestione di alcuni parametri fondamentali dell’auto stessa. Se ad esempio fosse sufficiente un comando per attivare le frecce o abbassare i finestrini, la mano potrebbe rimanere sul volante e gli interni potrebbero avere minori orpelli e ingombri.

L’avvento di assistenti vocali come Siri, Google Now o Cortana sono la dimostrazione per cui la tecnologia sia ormai quasi pronta per il grande passo: quando l’auto e il guidatore potranno dialogare, molte delle leve, icone e pulsanti fin qui disponibili su cruscotti e display andranno a sparire. E tutto ciò avverrà progressivamente, nel giro di pochi anni, upgrade dopo upgrade.