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OpenXC: tra strada e developer

Le auto intelligenti richiedono una piattaforma di sviluppo flessibile, aggiornabile ed aperta: l'esempio di OpenXC di Ford.

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Open XC è una piattaforma per la programmazione di un’auto. Ogni singola funzione, ogni sensore e ogni device possono essere gestiti come periferiche o elementi di un grande pc in movimento, impartendo comandi e ricevendo stimoli sulla base di semplice codice binario. Si va oltre l’elettronica: l’auto diventa un oggetto intelligente che l’uomo può programmare. Il che, per il mondo degli sviluppatori, significa una nuova ed importante opportunità in più.

Open XC

L’auto connessa offrirà a chi le guida una serie di funzionalità di valore aggiunto che renderanno l’esperienza di viaggio maggiormente appagante e sicura. Ma le auto intelligenti non sono semplicemente degli oggetti a sé stanti e “standalone”, perché dovranno poter colloquiare con il mondo esterno attraverso la rete e le applicazioni. Inoltre, le funzionalità offerte dovranno potersi ampliare grazie a nuova aggiornamenti software o grazie all’accoppiamento con dispositivi esterni di altri produttori. Proprio per questo serve una piattaforma di sviluppo agile e flessibile che possa rispondere a queste esigenze e che possa fare da base per tutte le connected car di domani.

OpenXC, un progetto open source di Ford

Proprio per rispondere a queste necessità di flessibilità e di espandibilità, Ford e Bug Labs hanno creato OpenXC, una piattaforma open source che possa diventare il baricentro delle auto intelligenti di domani. OpenXC è stata presentata durante il TechCrunch Disrupt 2011 che si è svolto a San Francisco. Trattasi, di base, di una piattaforma a cui tutti gli sviluppatori possono accedere, aggiungendo applicazioni e funzionalità. In questo modo, OpenXC può agevolmente rispondere a tutte le esigenze della clientela, adattandosi velocemente e facilmente alle tendenze del mercato dell’auto.

Proprio per poter diventare una piattaforma universale per le auto intelligenti, OpenXC utilizza standard comuni accessibili a tutti gli sviluppatori. L’interfaccia del veicolo OpenXC si basa su un microcontrollore con due connessioni esterne, uno al bus CAN tramite la porta OBD-II, ed una per il dispositivo host tramite USB o seriale. Grazie alla combinazione del software e dell’hardware, OpenXC può accedere facilmente a tutte le informazioni del veicolo e questi dati possono essere tranquillamente gestiti, per esempio, da applicazioni Android realizzate basandosi sulle api di questa piattaforma.

Speciale: Mobilità connessa

Ford con OpenXC punta dunque a rendere l’auto facilmente programmabile, come uno smartphone. Le possibilità dell’uso di questa piattaforma sono praticamente infinite. Grazie alla possibilità di accedere a tutti i dati dell’auto, gli sviluppatori possono realizzare soluzioni che permettano di automatizzare la guida, di informare dei pericoli della strada, di aiutare a trovare il percorso migliore, di intrattenere i passeggeri con applicazioni multimediali e davvero molto altro ancora. Solo la fantasia può essere un limite alle potenzialità di una piattaforma di questo tipo.

Inoltre, grazie alla sua flessibilità, tutti i sistemi di infotainment basati su questa piattaforma potranno essere costantemente aggiornati. Oggi, infatti, sistemi simili ma proprietari, ricevono pochi aggiornamenti e questo può esporre l’auto a problemi di sicurezza anche molto gravi. La scelta di Ford di opporsi all’invasione dei sistemi proprietari è dettata dunque da una visione prospettica molto chiara: non sono la soluzione ideale nel lungo periodo, nel quale occorre invece costruire una piattaforma sana, ben strutturata e in grado di generare opportunità per gli sviluppatori interessati.

Grazie alla sua natura open source, inoltre, tutti i sistemi di infotainment basati su OpenXC potranno essere tranquillamente amplianti integrando nuove funzionalità. Per esempio, gli utenti potranno collegare un modulo 4G, il supporto Bluetooth e tutti gli accessori progettati ad hoc per le connected car senza alcun problema. Aperto significa anche senza limiti, pertanto: una filosofia che ben si adatta con un settore nel quale ancora non è chiaro quale sarà la direzione intrapresa, ma ove è del tutto esplicito il potenziale di crescita ancora da esprimere.

OpenXC, piattaforma unica per auto connesse

L’evoluzione moderna di internet e delle nuove tecnologie ha dimostrato che trovare uno standard unico per lo sviluppo di un progetto è di fondamentale importanza per la sua buona riuscita nel tempo. Le macchine intelligenti non devono essere viste come delle vetture con qualche gadget high tech in più, insomma, ma come un servizio a disposizione di chi le guida. Proprio per diventare un vero servizio a disposizione degli utenti che possa portare veri benefici, è necessario utilizzare uno standard unico che possa creare una base di partenza comune a tutti. Inoltre, per le aziende costruttrici di auto, si presenterebbe l’occasione di ridurre sensibilmente i costi di sviluppo delle connected car permettendo l’acquisto dei modelli di macchine intelligenti ad una più vasta clientela.

C’è bisogno di fare sistema, di trovare standard codificati e di gettare le basi per una piattaforma che sappia sposare le esigenze di tutto il mercato. I vantaggi delle connected car devono poter essere accessibili a tutti: la possibilità di guidare veicoli più sicuri e affidabili è un imperativo assoluto che i produttori di auto e gli sviluppatori di software hanno deciso di abbracciare.

Certo il cambio di prospettiva è fondamentale: l’auto non sarà più un prodotto statico, con un ciclo di vita lineare e funzionalità fissate a monte dal produttore. Piuttosto, l’acquisto del mezzo diventa soltanto l’inizio di un percorso, nel quale l’utente può fare la propria parte per personalizzare l’esperienza ed estendere le funzioni disponibili. L’auto diventa di fatto un prodotto a metà tra un involucro metallico ed una intangibile sequenza di istruzioni binarie: l’auto programmabile è l’ennesima estensione dell’uomo, il quale con gli algoritmi controllerà i comportamenti dei dispositivi intelligenti che intende tenere sotto controllo. L’accostamento con lo smartphone è tutt’altro che remoto, quindi, e con ogni probabilità entro pochi anni il concetto sarà estremamente chiaro al mercato intero.