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La strada del futuro, oltre l’asfalto

Tra pannelli fotovoltaici integrati nell'asfalto e segnaletica orizzontale hi-tech, la mobilità intelligente passa anche dall'evoluzione della strada.

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Per immaginare un futuro della viabilità più efficiente e sostenibile non basta pensare alle evoluzioni che nel corso dei prossimi anni interesseranno le automobili e gli altri veicoli. Nell’era della mobilità intelligente anche la strada non sarà più solo un tappeto d’asfalto su cui muoversi per giungere a destinazione nel minor tempo possibile: le potenzialità di sviluppo sono enormi e alcuni progetti sperimentali hanno già iniziato ad esplorarle, talvolta in modi curiosi.

Energia dalla strada

Tralasciando tutte le innovazioni che potrebbero derivare dall’impiego di tecnologie legate alla Internet of Things, relative ad esempio alle comunicazioni tra vetture e segnaletica, è possibile focalizzare l’attenzione su cosa come le carreggiate potranno evolvere da apparato passivo ad ecosistema attivo e dinamico, funzionale e hi-tech. Una delle applicazioni pratiche che già in diversi paesi si sta testando è quella relativa all’integrazione del fotovoltaico per la produzione di energia elettrica dal sole, in modo pulito, rinnovabile e ipoteticamente illimitato. Nella Corea del Sud, ad esempio, i 30 Km di pista ciclabile che collegano la città di Daejeon a quella di Sejong sono interamente coperti da pannelli, come visibile nel filmato seguente.

Un’iniziativa simile è quella messa in campo dal team di Solar Roadways, che raccogliendo finanziamenti tramite una campagna di crowd funding lanciata sulla piattaforma Indiegogo ha dato vita a quella che può essere definita una vera e propria strada modulare, formata da elementi esagonali che oltre a trasformare i raggi del sole in energia riscaldano la superficie evitando la formazione del ghiaccio e sono dotati ognuno di 128 LED. Questi, durante le ore notturne, possono essere impiegati come segnaletica orizzontale dinamica, avvisando i conducenti di eventuali pericoli o in caso di scarsa visibilità.

Ancora, sfruttando lo stesso principio SolaRoad è in grado di generare 3.000 kWh in sei mesi con soli 70 metri di pista ciclabile. Un quantitativo di energia sufficiente ad alimentare la casa di una persona per un anno intero. Un progetto che allo stato attuale necessita di ulteriori sviluppi e perfezionamenti, soprattutto dal punto di vista della resa, ma che al tempo stesso rappresenta un ottimo punto di partenza su cui lavorare e a cui ispirarsi.

Asfalto 2.0

Altrettanto interessante è il progetto relativo alle strade intelligenti portato avanti in Olanda. In questo caso l’asfalto (al momento il tratto N329 nei pressi di Oss) è dipinto dove necessario con una speciale vernice chiamata Dynamic Paint, che durante il giorno assorbe l’energia del sole e di notte si accende di verde per rendere più visibile la segnaletica orizzontale. Una tecnologia che punta dunque a migliorare sensibilmente la sicurezza di chi guida, scongiurando il rischio di incidenti laddove non sono presenti gli impianti di illuminazione.

Restando in tema, un team di ricercatori della North Carolina State University è al lavoro su una carreggiata che in futuro potrà essere sfruttata per la ricarica in movimento delle auto elettriche. Una tecnologia resa possibile dall’integrazione nell’asfalto di componenti elettronici di facile reperibilità ed economici, una serie di bobine che emette un campo magnetico a bassa potenza (così da non risultare dannosi per la salute e da non attirare oggetti metallici), capace di trasferire la carica in modalità wireless al ricevitore installato sotto i veicoli. Così facendo, stando ai primi test condotti, l’autonomia media di una vettura aumentera fino a superare i 480 Km.

Intuizioni simili si potranno un giorno applicare anche alle zone pedonali, come nel caso di Pavegen. Il principio di funzionamento è presto spiegato: si sfrutta l’energia cinetica generata dalle persone che camminano per produrre energia elettrica pulita e da immettere nella rete di distribuzione oppure da impiegare ad esempio per gli impianti dell’illuminazione pubblica, il tutto sfruttando appositi dispositivi posizionati al suolo. Il progetto in questione ha una valenza anche dal punto di vista dell’ecosostenibilità, poiché si utilizzano prevalentemente materiali riciclati.

Una nuova strada

Come indicato in apertura, l’unica via percorribile per rendere la strada davvero intelligente parte dal considerarla non più come un’entità passiva, slegata da tutto il resto che riguarda la mobilità, bensì come componente di quel complesso ecosistema che va a costituire il mondo dei trasporti. Il progresso tecnologico e l’innovazione contribuiranno ad evolvere anche questo tassello del puzzle, con enormi benefici sia per quanto riguarda la sicurezza che il comfort durante gli spostamenti. Perché se la ricchezza dell’innovazione è realmente nell’intelligenza distribuita, allora ogni componente deve fare la propria parte per non diventare collo di bottiglia dell’intero sistema. Ed in tal senso, le carreggiate devono ancora farne di strada.