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Google celebra l’arrivo di New Horizons su Plutone

Il "flyby" della sonda New Horizons su Plutone è festeggiato oggi dal motore di ricerca con un nuovo doodle animato comparso a mezzanotte sulla homepage.

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Alle ore 13:50 di oggi, la sonda New Horizons progettata a lanciata dalla NASA nove anni fa raggiungerà Plutone, unico corpo celeste del sistema solare a non essere ancora stato osservato da vicino con apparecchiature create dall’uomo. La missione ha come obiettivo quello di studiare l’aspetto del pianeta e di scoprire l’esistenza di eventuali nuove lune.

La sonda, lanciata nell’ormai lontano 2006 (prima che gli astronomi declassassero Plutone a “pianeta nano”), ha percorso in totale oltre cinque miliardi di chilometri. Non ci sarà contatto, come invece avvenuto ad esempio tra Rosetta e la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. New Horizons effettuerà quello in gergo si chiama “flyby”, ovvero un volo radente alla distanza di circa 12.500 Km dal suolo, alla velocità di 50.000 Km/h. Nell’occasione scatterà immagini con una risoluzione pari a un pixel ogni 500 m. Le informazioni rilevate dai sensori a bordo, come LORRI (Long Range Reconnaissance Imager) e il rivelatore di polveri SDC (Student Dust Counter) arriveranno sulla Terra solo a partire dalla notte di domani.

L'animazione di Google che celebra l'arrivo della sonda New Horizons su Plutone

L’animazione di Google che celebra l’arrivo della sonda New Horizons su Plutone

Ancor prima di arrivare a destinazione, la sonda ha già fornito alcune importanti colorazioni, in merito alla colorazione di Plutone. È rosso, proprio come Marte, ma non a causa del ferro ossidato, bensì per le molecole di idrocarburi create dall’interazione tra la luce ultravioletta del Sole, i raggi cosmici e il metano presente sia nell’atmosfera che sulla superficie del pianeta nano. Le cinque lune già note sono Caronte, Stige, Idra, Cerbero e Notte: New Horizons ne cercherà altre, prima di proseguire il proprio viaggio ai confini del sistema solare, verso la fascia di Kuiper chiamata anche “la culla delle comete”. La missione può essere seguita in diretta sulle pagine del sito ufficiale.

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Fonte: Wikipedia • Notizie su: ,