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Apple Q3 2015: tra record e stime disattese

Apple ha diramato i risultati fiscali del terzo quarto dell'anno: iPhone è sempre da record, pur sotto le attese, ma nessuna cifra per Apple Watch.

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Apple ha annunciato, nella tarda serata di ieri, i tanto attesi risultati fiscali per il Q3 del 2015. E, così come da anticipazioni degli analisti, si tratta nuovamente di un trimestre da record: il nono consecutivo per il gruppo di Cupertino. Con iPhone che continua a trainare gran parte dei guadagni, e una crescita del fatturato del 33% rispetto all’anno precedente, è un’estate di fuoco quella per l’azienda californiana. Eppure vi è spazio anche per un piccolo momento di delusione per gli appassionati del marchio: la Mela non ha infatti diramato le cifre ufficiali delle vendite di Apple Watch.

E la delusione si estende anche agli azionisti: le forti attese della vigilia non sono infatti state pienamente rispettate, in particolare in tema di prospettive per il prossimo futuro, portando nelle contrattazioni after-hour ad un calo del 7% circa del valore del gruppo.

Apple continua a navigare a vele spianate anche per il terzo trimestre del 2015, un quarto solitamente in calo per il gruppo californiano, poiché adiacente al rilascio di settembre dei nuovi iPhone. Eppure questo primo scorcio d’estate è in gratificante controtendenza per Cupertino, poiché segna nuovamente un record.

Il fatturato trimestrale si attesta a ben 49,6 miliardi di dollari, per un utile netto di 10,7 miliardi dollari, pari a 1,85 dollari per azione diluita. Si tratta di un importante incremento rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2014, quando Apple aveva raggiunto un fatturato di 37,4 miliardi, per 1,28 dollari ad azione diluita. Con delle vendite internazionali che rappresentano il 64% di tutto il fatturato del quarto, Apple passa inoltre a un margine lordo del 39,4% al 39,7% attuale.

A trainare gran parte del commercio targato mela morsicata ci pensa sempre iPhone, con 47,53 milioni di esemplari venduti. Un fatto insolito, se si considera come normalmente questo periodo dell’anno vada in realtà a rilento: l’anno precedente, infatti, Apple aveva segnato “solo” il traguardo dei 35,2 milioni di device. Il fatto che le attese si attestassero a quota 49 milioni di device venduti, però, taglia le speranze degli investitori: il valore delle azioni si sgonfia e, pur senza veder minata la solidità della mela, la trimestrale va in archivio senza effetto “wow”. Aspettando l’iPhone 6S.

Seguono quindi gli iPad, a quota 10,93 milioni e quindi in decrescita di circa il 18%, e i Mac, con 4,79 milioni e una performance migliorativa del 9%. Come già accennato, Apple non ha fornito i numeri ufficiali delle vendite di Apple Watch, anche se indirettamente ha confermato come il dispositivo stia incontrando gli ampi favori del pubblico, per una distribuzione degna delle aspettative della società. Così ha spiegato Tim Cook:

Abbiamo avuto un trimestre eccezionale, con un fatturato iPhone in crescita del 59 percento rispetto allo scorso anno, forti vendite dei Mac, fatturato record di sempre da servizi, guidato da App Store, e un ottimo inizio per Apple Watch. L’entusiasmo per Apple Music è stato incredibile e non vediamo l’ora di rilasciare iOS 9, OS X El Capitan e watchOS 2 ai clienti in autunno.

Galleria di immagini: iPhone 6 vs iPhone 6 Plus

Dello stesso avviso anche Luca Maestri, CFO dell’azienda californiana

Nel terzo trimestre il nostro tasso di crescita anno su anno ha accelerato rispetto al primo semestre dell’anno fiscale 2015 con un fatturato in aumento del 33 percento e un utile per azione in crescita del 45 percento. Abbiamo generato un flusso di cassa operativo di 15 miliardi di dollari molto forte, e abbiamo restituito oltre 13 miliardi di dollari agli azionisti attraverso il nostro programma di ritorno del capitale.

Apple ha infine diramato la guidance per l’ultimo quarto dell’anno, quello che sarà caratterizzato dall’arrivo di nuovi prodotti, quali i tanto vociferati iPhone 6S e iPad Pro:

  • fatturato fra i 49 e i 51 miliardi di dollari;
  • margine lordo fra il 38,5% e il 39,5%;
  • spese operative fra i 5,85 i 5,95 miliardi di dollari;
  • altre entrate/(spese) di 400 milioni di dollari;
  • aliquota fiscale del 26,3 percento.
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