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Apple Music non ancora nelle classifiche Billboard

Gli ascolti di Apple Music non sono al momento inclusi nella classifica Top 200 di Billboard: lo saranno però presto, come sottolinea DigitalTrends.

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Da qualche tempo anche lo streaming musicale ha un certo peso nella rilevazione delle classifiche di Billboard, le più importanti per l’universo dell’industria discografica. Tranne gli ascolti di Apple Music, non ancora conteggiata nel suo primo mese di esercizio. Quali sono i motivi di questa scelta?

La notizia arriva da Digital Trends, a seguito di una conversazione con Silvio Pietroluongo, Director of Charts di Billboard. Così come la testata statunitense rivela, il processo di inclusione di una piattaforma di streaming musicale non è immediato, poiché deve seguire dei precisi passaggi. Nulla c’entra, di conseguenza, la decisione di Cupertino di regalare agli utenti ben tre mesi d’ascolto gratuito, bensì la normale evoluzione di un settore, oggi praticamente agli esordi in termini di rilevazioni per le classifiche.

A quanto pare, sarebbero diversi i passaggi che potrebbero portare, in un futuro non molto lontano, all’inclusione di Apple Music nelle chart di Billboard. Innanzitutto, Apple stessa dovrà fornire i dati, quindi un organismo come Nielsen o di uguale importanza dovrà certificarne l’accuratezza. Infine, le cifre verificate potranno essere inoltrate a Billboard per il testing e l’inclusione nelle classifiche.

L’inclusione dello streaming musicale nelle prestigiose rilevazioni di Billboard è cominciato nel novembre del 2014, quando per la Top 200 si è cominciato a tenere conto anche del peso dei download e degli ascolti in streaming dei brani, oltre alla vendita fisica degli album. Sono stati quindi elaborati due sistemi di ranking, il Track Equivalent Albums (TEA) e lo Streaming Equivalent Albums (SEA), per parificare la vendita di un disco al download digitale di 10 tracce oppure a 1.500 stream. La decisione di introdurre questi dati è servita per rimandare una fotografia più fedele delle abitudini di acquisto e d’ascolto dei consumatori, nonché per cogliere le nuove sfide tecnologiche del mercato discografico.

Fra le piattaforme scelte per l’inclusione, inizialmente vi sono stati Spotify, Google Play, Xbox Music e il predecessore di Apple Music, ovvero Beats Music. Nel tempo, poi, sono state incluse altre realtà, quali ad esempio TIDAL. Di conseguenza, è molto probabile che anche Apple Music venga presto considerato, superati gli step illustrati poc’anzi.

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