QR code per la pagina originale

Google Glass Enterprise Edition: rumor e conferme

Una fonte conferma al Wall Street Journal che la nuova versione degli occhiali Google Glass è indirizzata esclusivamente alle realtà professionali.

,

Per tutti coloro che attendono con trepidazione l’arrivo sul mercato di Google Glass si prospetta una lunga attesa, a meno che non si tratti di professionisti. Tutte le indiscrezioni sembrano puntare verso l’arrivo di una nuova versione del device indirizzata esclusivamente all’ambito business, identificata come Enterprise Edition (la prima edizione per sviluppatori era chiamata XE, ovvero Explorer Edition). Oggi l’ennesimo rumor, proveniente dalle pagine del Wall Street Journal.

La fonte (rimasta anonima) parla di un prodotto indirizzato in primis alle aziende iscritte al programma Glass for Work e che operano in settori come assistenza sanitaria, energia e impianti produttivi. Queste potranno mettere a punto applicazioni e servizi utili a rendere più agevole il lavoro di tutti i giorni, sfruttando le potenzialità degli occhiali legate alle tecnologie di realtà aumentata.

Sembrano trovare conferma anche i riferimenti al nuovo hardware: sarà integrato un processore Intel Atom, con un’architettura che oltre a garantire un minor consumo di energia offrirà una migliore gestione del calore generato e performance evolute. Il display più grande assicurerà un comfort maggiore durante le sessioni di utilizzo più lunghe, mentre il supporto alla frequenza 5 GHz del modulo WiFi integrato consentirà di effettuare lo streaming video in tempo reale sfruttando la fotocamera presente a fianco dello schermo.

Speciale: Google Glass

Dal punto di vista del design, la versione EE di Google Glass sarà pieghevole, con una scocca di tipo rugged progettata per resistere al contatto con acqua, sporco e alle sollecitazioni meccaniche. La distribuzione sembra già essere partita, con centinaia di dispositivi nelle mani dei partner. Da segnalare anche la possibilità di integrare un pacco batteria aggiuntivo che si connette magneticamente al device, per aumentarne in modo significativo l’autonomia, non costringendo dunque a frequenti ricariche.