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StartupBus 2015: nascono idee e team

Primo appuntamento con lo StartupBus 2015: nascono le idee e si formano i team, affrontando le prime grandi difficoltà con le quali limare le spigolature.

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«La differenza la fa la qualità nel mix del team»: il benvenuto di Marco Lotito, head del Working Capital di Bologna, è la base su cui nasce il progetto StartupBus 2015. Secondo Lotito, infatti, il team è una parte fondamentale (se non essenziale) del valore della startup. Addirittura oltre la bontà dell’idea in sé: soltanto un team ben affiatato, eterogeneo e diversificato nelle competenze può essere in grado di reggere l’impatto di mercato.

Non esiste l’algoritmo della startup perfetta

Secondo Marco Lotito «non esiste l’algoritmo della startup perfetta»: esistono team ben formati o meno, ma non esiste una formazione perfetta da perseguire. Esiste però un modello ideale, fatto di eterogeneità e completezza di competenze. La lectio di Lotito è il primo tassello messo nelle mani dei buspreneurs: il primo giorno è quello dedicato alla scelta delle idee ed alla formazione delle squadre, dopodiché la clessidra inizia a scandire il tempo.

La formazione dei team è un processo difficoltoso per questo motivo: devono catalizzarsi attorno alle idee, devono obbedire al paradigma dell’eterogeneità e devono comunque fin da subito cercare una leadership che permetta al gruppo di funzionare. L’alchimia ha pochi minuti per scatenarsi: nel giro di 2 ore le idee sono pronte e i team si guardano negli occhi per trovare motivazione, affiatamento e adrenalina.

Le idee

Molte le idee presentate al Working Capital di Bologna. I partecipanti hanno dimostrato fin da subito grande creatività, ma sopratutto grandi capacità di presentazione che andranno in seguito affinate pitch dopo pitch in scia allo sviluppo delle singole idee. La sensazione iniziale di chi ha seguito le precedenti edizioni dello StartupBus è quindi di un recruiting che ha ben funzionato, selezionando profili con skill estremamente interessanti e con forte volontà di ben figurare. Il viaggio, del resto, è una esperienza formativa e una opportunità professionale, ma rimane sempre e comunque una competizione nella quale riversare tutte le proprie capacità con l’obiettivo di vincere.

Tra le idee scartate dalla scrematura iniziale alcune proposte estremamente interessanti quali servizi di mobilità intelligente per lo shopping o per il trasporto urbano, servizi di venture capital in tempo reale, simulatori di business plan e altro ancora. Capacità espositiva, feeling immediato, empatia e chiarezza logica hanno però premiato altre idee, che passano così il primo step e dovranno ora viaggiare con i rispettivi team verso la finale di Colonia.

Quattro squadre, quattro intuizioni, quattro progetti:

  • Un servizio per l’acquisto di merchandising legato ai contenuti che si stanno visualizzando in tv;
  • Un servizio legato a device wearable per lo scambio di contatti tra utenti in prossimità;
  • Un servizio di machine learning basato sui dati raccolti dai social account degli utenti;
  • Un servizio di consulenza per architettura al servizio di malati di Alzheimer.

Idee grezze, piene di entusiasmo e di spigolature. L’impatto immediato con le difficoltà dovrà sgrossare la struttura delle proposte per poi avviarle agli step successivi: dalla roccia va estrapolata l’opera d’arte. E per arrivare all’obiettivo ci saranno molti chilometri, ma poco tempo.