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IFA 2015: Harman, intervista a Sean Kapoor

Sean Kapoor, VP Global Brand Marketing Lifestyle Division di Harman, spiega perché il gruppo sta puntando sulla creazione di prodotti sempre più connessi.

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Dalle soluzioni per l’home entertainment a quelle per le auto connesse, dalle cuffie per l’utenza professionale agli auricolari dedicati allo sport, senza dimenticare speaker portatili e altoparlanti compatibili con lo streaming wireless. Harman ha presentato decine di nuovi dispositivi in occasione della kermesse tedesca, alcuni dei quali arriveranno sul mercato nelle prossime settimane con brand come JBL, AKG e Harman Kardon.

Si tratta di prodotti studiati in modo da rispondere alle esigenze di ognuno, attraverso una differenziazione dell’offerta che tiene conto dei feedback ricevuti e dell’evoluzione intrapresa da tutto ciò che riguarda la musica (e non solo). Ce ne parla Sean Kapoor, VP Global Brand Marketing Lifestyle Division, con questa intervista concessa in occasione dell’IFA 2015 di Berlino.

Cosa significa “lifestyle” per Harman?
Abbiamo un approccio molto ampio su tutto ciò che riguarda il lifestyle. Tutto ruota intorno all’utente, un utente circondato da tecnologia, connesso con sistemi Smart  Audio, a casa, in auto mentre oppure semplicemente con le cuffie, all’interno di un ambiente esclusivo. Vogliamo mettere l’utente al centro di tutto e circondarlo con le nostre tecnologie. È questo che permette di innescare il “processo lifestyle”.

Sono molti i brand collegati ad Harman e ognuno di questi è specializzato in un tipo di prodotto o servizio, ad esempio JBL, AKG o Harman Kardon. Qualcuno potrebbe chiamarla “frammentazione”, ma penso sia invece un punto di forza per il vostro gruppo. Non è così?
Assolutamente. Uno dei nostri punti di forza è la differenziazione. Non la intendiamo come frammentazione, non abbiamo mai usato questo termine. Ciò che i nostri brand consentono di fare è concentrarci sulle esigenze degli utenti, sui loro desideri, offrendo ad ognuno il giusto marchio. Le differenze risiedono nel design, nell’essenza di ogni marchio, nel suo spirito. Questo ci permette di essere vicini ad ogni utente, proponendo diverse soluzioni tramite i vari brand.

Ci puoi spiegare la differenza tra “infotainment” e “connected car”? So che è molto importante per voi.
Le “connected car” rappresentano l’evoluzione di ciò che era l'”infotainment”. Se pensi agli anni scorsi, l’infotainment era essenzialmente “mettere schermi nell’auto”, soprattutto per la navigazione. Ora, in questo ambito, le tecnologie sono interconnesse. Pensiamo che l’infotainment sia cresciuto dando vita alle auto connesse. Oggi si possono connettere tutte le tecnologie sui veicoli: dai sistemi audio a quelli per la sicurezza, dalla cancellazione del rumore, fino alla gestione del motore e ai microfoni nell’abitacolo.

Senza contare i big data e l’analisi, che elaborano le informazioni per migliorare l’esperienza all’interno dell’auto, offrendo ai partner dei produttori, come Harman, l’accesso a dati. Si tratta dunque di avvicinare le due parti di questo mondo per creare questa esperienza tecnologicamente connessa.

Se guardiamo l’evoluzione dell’esperienza musicale abbiamo avuto prima i dischi in vinile, poi CD e MP3, ora streaming e tecnologie wireless. Dal tuo punto di vista, quale sarà il prossimo step di questo percorso?
Non saprei dire esattamente cosa succederà da un punto di vista dei formati, ma penso che l’esperienza degli utenti si focalizzerà maggiormente sul recuperare la qualità e l’anima della musica. Ciò che è successo, con l’evoluzione dei formati, è stato rendere la musica portatile e funzionale, ma facendolo abbiamo perso qualità. Abbiamo perso l’anima e lo spirito della musica. Penso che tutte le tecnologie, incluse le nostre, cercheranno di  recuperarli.

Qui all’IFA, Harman ha presentato molti dispositivi: dagli speaker per il salotto a quelli portatili, nuove cuffie per l’ambito consumer, per i professionisti e soluzioni per l’auto. Ci vuoi parlare di quelli più importanti?
Penso che tutti i nostri prodotti siano importanti. È per questo che li abbiamo creati. Ne abbiamo annunciati 85 all’IFA di quest’anno e tutti hanno richiesto molto impegno per arrivare sul mercato. Non tutti i “nostri bambini” sono uguali, ma in termini di opportunità per noi e di soluzioni per l’utente, ci sono tre aree su cui ci siamo concentrati. La prima è quella dello Smart Audio, ovvero l’evoluzione degli speaker connessi, soprattutto Bluetooth e portatili. Ne abbiamo introdotti di più o meno grandi, ma tutti con la stessa intenzione. Questa è la prima area.

La seconda riguarda il voler portare un audio di alta qualità nelle case, soprattutto in modalità wireless attraverso l’evoluzione del sistema Omni. Dunque un’esperienza connessa all’interno della casa.
La terza, di cui siamo molto orgogliosi, è rappresentata dalle nuove cuffie come le JBL Everest che abbiamo presentato. Offrono un’esperienza incredibile non solo dal punto di vista estetico, quando le si indossa, ma integrano tecnologie avanzate come la cancellazione attiva del rumore ambientale e il sistema che personalizza l’ascolto in base alla forma dell’orecchio.

Fondiamo le più recenti tecnologie con la nostra esperienza nel creare prodotti audio di qualità e con un design superbo. È davvero innovativo.

Un’ultima domanda a proposito delle automobili. È in atto un’evoluzione: penso che le vetture diventeranno parte di un ecosistema più grande che include anche smartphone, tablet, smartwatch, speaker ecc. Come cambierà in futuro l’esperienza musicale al volante?
Molti cambiamenti sono già in atto. Basta pensare alle tecnologie per la gestione del rumore e per controllare il suono all’interno dell’auto, a come si gestiscono i disturbi dall’esterno che influiscono sull’esperienza di ascolto. Si deve pensare a come migliorare i sistemi audio di base e gli altoparlanti da cui arriva la musica. Si cercherà di portare le tecnologie “green” per rendere le auto più efficienti, ma senza penalizzare la qualità dell’audio e degli speaker. Ci sono poi tecnologie come le “zone sonore individuali”: viaggiando con i bambini o con altre persone, ognuno può ascoltare musica all’interno della propria “bolla sonora”. Una cosa incredibile.

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