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Droni, l’Unione Europea vuole la no fly zone

La Commissione Europea approva la relazione Foster che si prefigura come essere la prima pietra per un regolamento europeo in materia di droni

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L’Unione Europea vorrebbe istituire delle no fly zone per rendere il volo dei droni più sicuro. La commissione Trasporti e Turismo ha, infatti, approvato la relazione suoi droni della parlamentare Jacqueline Foster che sarà utilizzata per rivedere le politiche dell’aviazione il prossimo dicembre. Obiettivo, quello di facilitare l’inserimento dei multirotore nel quadro normativo che regola l’aviazione “classica”.

Jacqueline Foster, nel suo documento, sollecita l’unione Europea a creare un nuovo regolamento che tenga conto dei rischi dei droni ma che contestualmente tenga ben presente gli ingenti investimenti che molte aziende stanno portando avanti in questo settore. La proposta di Foster sarebbe quella di creare due diversi regolamenti, uno per i mezzi destinati ad uso commerciale ed uno per i prodotti a fini ludici. I produttori, in particolare, da tempo sostengono la necessità di creare norme ad hoc per i modelli per uso ludico i cui possessori sono anche quelli che tendono a non rispettare nessun regolamento. Foster si focalizza anche sulla privacy, sulla sicurezza e sulla protezione dei dati.

Una futura legge in materia potrebbe anche includere incentivi per realizzare soluzioni anti hacker per i droni e per la creazione di confini virtuali (no fly zone) che i multirotore non potrebbero varcare.

Oggi i droni sono sempre più utilizzati in vari ambiti: dalla sicurezza, passando per l’agricoltura e le semplici riprese amatoriali. Proprio l’esplosione di questi mezzi che stanno iniziando ad affollare il cielo richiede l’istituzione di un regolamento preciso e condiviso ma che allo stesso tempo non precluda l’evoluzione di questi mezzi.

Fonte: Corriere delle Comunicazioni • Notizie su: ,