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Microsoft Zune chiude il 15 novembre

Microsoft ha annunciato la definitiva chiusura del servizio musicale Zune; se ne va così un'altra pietra miliare della storia della casa di Redmond

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Microsoft ha annunciato che chiuderà definitamente la piattaforma di streaming musicale Zune il prossimo 15 novembre. I più affezionati non dovranno comunque preoccuparsi perché la casa di Redmond ha fatto sapere che gli utenti in possesso di un Zune Music Pass saranno tutti migrati al nuovo servizio di streaming musicale Groove, compatibile con Xbox One, Windows 10, Android e iOS. Gli utenti Zune dovranno adesso adeguarsi ai nuovi abbonamenti che prevedono un esborso mensile di 9,99 euro o di 99,90 euro all’anno. Naturalmente, tutti i possessori di un lettore Zune potranno continuare ad utilizzarlo tranquillamente e gli MP3 inclusi potranno essere riprodotti senza problemi.

Dal 15 novembre, comunque, gli utenti non potranno più utilizzare il servizio per ascoltare la musica in streaming o per scaricare nuovi contenuti. Inoltre, Microsoft sottolinea che la musica acquistata in passato e protetta con DRM potrebbe risultare non più fruibile se la licenza non dovesse essere più rinnovata. Tutti coloro che non desiderassero effettuare la migrazione a Groove potranno interrompere il loro rapporto con Microsoft ottenendo anche un rimborso per il periodo non ancora sfruttato. L’annuncio di Microsoft che arriva senza alcun preavviso mette fine ad un’altra pietra miliare della sua storia.

Microsoft aveva lanciato il lettore Zune come antagonista dell’Apple iPod nel lontano 2006 quando i lettori MP3 andavano per la maggiore. Nel 2012, Microsoft chiuse Zune Music Service trasferendone i contenuti in Xbox Music. Nel 2013, la casa di Redmond interruppe, invece, il supporto video di Zune che fu inglobato in Xbox Video.

La scelta di chiudere definitivamente Zune appare comunque sensata e va nella direzione di razionalizzare tutti i servizi offerti. Microsoft, del resto, ha appena lanciato il nuovo brand Groove Music e dunque appare corretta la scelta di voler includere all’interno di questa piattaforma tutti i vecchi servizi di intrattenimento musicale che ancora sopravvivevano.

Fonte: The Next Web • Immagine: Winbeta • Notizie su: ,