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Sergey Brin parla della Google self-driving car

Il co-fondatore di bigG, insieme a Chris Urmson (responsabile del progetto), ha svelato alcuni dettagli inediti sulla vettura a guida autonoma di Google.

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Quello ricco di annunci e novità relative ai dispositivi mobile non è stato l’unico evento organizzato ieri da Google a San Francisco. In un’altra sede, Chris Urmson (responsabile del progetto self-driving car) e Sergey Brin hanno discusso del veicolo a guida autonoma su cui il gruppo di Mountain View è al lavoro ormai da anni. Nell’occasione gli addetti stampa invitati hanno anche avuto modo di salire a bordo del mezzo per provarlo in prima persona.

Dal punto di vista tecnico, risulta interessante riportare quanto dichiarato da bigG: le automobili in questione sono dotate di una tecnologia chiamata Anomaly Detection, che di fatto riconosce quando nei dintorni sta avvenendo qualcosa che il software equipaggiato non è in grado di interpretare correttamente. Per spiegarne il funzionamento è stato fatto un esempio piuttosto divertente: una volta l’auto si è imbattuta in una persona seduta su una sedia a rotelle intenta ad inseguire un tacchino. Un’anomalia, secondo gli algoritmi che gestiscono i sensori di bordo e il movimento della self-driving car, nonostante il sistema sia in grado di identificare e comprendere il comportamento di centinaia di entità (persone, veicoli, oggetti ecc.) in contemporanea.

Brin è intervenuto per spiegare che, nonostante Google desideri rendere la tecnologia disponibile a tutti, ci sono situazioni in cui potrebbe comunque tornare utile disattivarla e passare ai comandi manuali. Nel caso di condizioni meteo avverse, ad esempio. Il veicolo a guida autonoma di bigG è infatti stato testato principalmente sulle strade della California e del Texas, dove non è stato possibile raccogliere dati e feedback sul comportamento con temperature particolarmente rigide o in presenza di neve.

Il co-fondatore del gruppo ha inoltre spiegato che l’auto è dotata di un sistema di microfoni in grado di captare e identificare il suono emesso dalle sirene di ambulanze e veicoli delle forze dell’ordine, agendo di conseguenza e liberando loro il passaggio in caso di necessità.

Penso che questa tecnologia introdurrà benefici per molte persone e mi piacerebbe vederla disponibile, in futuro, nel maggior numero di situazioni possibile.

Fonte: 9to5Google • Notizie su: , ,