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Zane Lowe: la radio Beats 1 è un neonato

Zane Lowe parla del progetto di Beats 1, la radio internazionale di Apple: un'idea ancora giovane e sperimentale, pronta a intraprendere nuove strade.

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Zane Lowe, ex voce di punta di BBC Radio 1 e ora speaker e DJ radiofonico per Beats 1, ha colto l’occasione del Radio Festival di Londra per parlare dell’ambizioso progetto targato mela morsicata. Secondo l’esperto musicale, noto per aver lanciato molte band indie sul panorama internazionale, la stazione 24 ore su 24 è in continuo divenire e qualsiasi direzione vorrà intraprendere sarà possibile. «È un neonato», spiega manifestando grande entusiasmo per l’iniziativa.

Beats 1 è una sorta di sperimentazione per il gruppo di Cupertino, una piattaforma senza limiti imposti in cerca della sua strada maestra. Un neonato, pronto ad esplorare il mondo musicale con curiosità e senza giudizi, così come Lowe da descrive.

Al momento, abbiamo solo tre mesi. E i neonati fanno gran rumore, guardano il mondo a occhi aperti e fanno i loro bisogni dappertutto. È questo quello che Beats 1 è ora: è davvero nuova, ha solo 13 settimane.

Interrogato sugli obiettivi di Apple Music dati dall’apertura di una stazione radiofonica internazionale, disponibile 24 ore su 24, Lowe ha continuato a ribadire la natura sperimentale del progetto:

Si tratta ancora di un work in progress, con il tempo scopriremo perché Apple Music ha bisogno di Beats 1. Spero vi sia uno spazio in futuro, sento che al momento c’è.

Il DJ spiega come la decisione di lasciare BBC Radio 1, un porto sicuro nonché un’emittente di grande rilevanza mondiale, è sorta dall’eccitazione di un progetto nuovo e dalla passione dimostrata da Apple per creare una radio che, in un certo senso, si differenziasse da tutte le altre. E le risposte sembrano essere state positive, in particolare dall’utenza statunitense, sorpresa dall’entusiasmo e dalla frenesia verbale di Lowe al microfono, con il suo stile decisamente britannico, poco diffuso nelle radio a stelle e strisce. Lo speaker, inoltre, spiega come il focus di Beats 1 sia sulla musica anziché sulle parole, per permettere all’emittente di sfruttare un linguaggio universale, che sia intelligibile in ogni angolo del mondo e compatibile con i più svariati fusi orari:

Sappiamo che Tokyo e Città del Messico amano Beats 1, quindi abbiamo trovato un linguaggio comune e credo che questo linguaggio sia la musica. Amavo svegliarmi e ascoltare qualche buon programma mattutino quando vivevo a Londra, ma ogni volta che sentivo qualcuno parlare a una star da reality, o delle notizie sul giornale, mi pareva lontano da ciò che avrei voluto: la musica. Quindi ho accesso i riflettori interamente sulla musica.

Lowe, infine, svela anche qualche particolare sulla gestione da parte del gruppo di Cupertino, per una filosofia aziendale che negli anni si è caratterizzata per una certa originalità rispetto agli standard di mercato. Non a caso, sembra che Apple non stia misurando il successo di Beats 1 in base a numeri e ascolti, ma in termini di curiosità generata. Sembra, infatti, che Apple non fornisca i dati d’ascolto ai suoi speaker, perché non interessata a certificare il successo del lavoro svolto in questi termini. L’azienda, invece, vuole attirare curiosità, generare hype, produrre “noise”, così come avrebbe richiesto allo stesso DJ.

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