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SotN 2015: lo stato degli algoritmi

La terza edizione di State of the Net si trasferisce a Milano e si focalizza su uno dei temi più centrali del rapporto tra Rete e cittadini: gli algoritmi.

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Cosa si nasconde dietro lo scandalo Volskwagen? Cosa ha comportato giorni e notti di riflessione al Senato italiano per cercare una soluzione ai milioni di emendamenti di un senatore dell’opposizione? Cosa consente ai lettori di trovare questo articolo sul motore di ricerca cercando “algoritmi” tra le ultime notizie? Gli algoritmi. Sono loro a far funzionare la rete, le fondamenta matematiche di tutto quanto consente alle macchine di acquisire delle capacità conoscitive e predittive, a loro volta messe a disposizione dell’uomo. Per esplorare il mondo degli algoritmi, lo State of The Net 2015 ha invitato esperti da tutto il mondo, che si riuniranno a Milano il prossimo 5 ottobre.

Un evento come Expo ha convinto gli organizzatori di questa manifestazione, Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin e Sergio Maistrello, a spostarsi da Trieste a Milano, presso l’UniCredit Pavilion in piazza Gae Aulenti, per dare un segno dell’attrattiva internazionale della città lombarda, che si confà anche alla natura di SotN dove la lingua ufficiale è l’inglese. D’altra parte, quando il tema portante sono gli algoritmi e il loro impatto sulla vita quotidiana si entra nel cuore dei cambiamenti globali. Warhol era affascinato dall’idea che il ricco e il povero avessero vite totalmente diverse ma entrambi bevessero la stessa identica Coca cola dallo stesso sapore. Oggi le vite di tutti, le più diverse, sono comunque lette tramite i medesimi algoritmi, Facebook e Google sono nello smartphone del commissario Juncker e in quello del migrante siriano che bussa alle porte dell’Europa.


Per questo si parla di “società dell’algoritmo”, non per forza in modo positivo. L’algoritmo moltiplica a un grado geometrico velocità di analisi e produzione di scelta, impensabili per l’intelligenza umana (con estremo valore diretto per un gruppo con Eni – partner del SotN 2015 – che sugli algoritmi basa la propria ricerca e le proprie storiche scoperte delle ultime settimane). Secondo alcuni scienziati, filosofi e imprenditori, lasciare che le macchine apprendano sempre più su di noi e si sostituiscano nei processi decisionali è un errore, e non è necessario temere uno Skynet: basta osservare la scarsa attenzione alla trasparenza, all’open by default dei dati per capire come ci sia bisogno di riflessione.

Il programma di Sotn inizia come meglio non si potrebbe, con una mappatura dei trend da parte di Lee Rainie del Pew Research Center, probabilmente la più autorevole fonte mondiale di dati su Internet. Poi i vari panel si focalizzeranno sulle soluzioni in grado di effettuare migliaia di transazioni finanziarie al secondo, o creare una moneta virtuale, ma anche più teoreticamente immaginare quale spazio ulteriore conquisteranno nella società e con quali conseguenze sull’umanità (tema affrontato da Luca De Biase, che ci ha scritto anche un bellissimo saggio, caldamente consigliato come lettura).

Oltre a Rainie, tra gli speaker anche David Orban, imprenditore e innovatore, che parlerà di intelligenza artificiale e singolarità tecnologica, mentre Vinay Gupta, innovatore nel campo dell’open hardware, presenterà la piattaforma per la creazione di contratti intelligenti, senza possibilità di disservizi, censura, truffa o interferenze di terze parti. L’influenza degli algoritmi sul futuro del lavoro verrà trattata da Lee Bryant, imprenditore e fondatore dell’azienda britannica di smart working Postshift, e da Euan Semple, già direttore del knowledge management per BBC; Vittorio Carlini, giornalista finanziario del Sole24Ore, affronterà il tema dell’influenza degli algoritmi sulla finanza.

Eni è tra i principali partner dell’iniziativa poiché proprio negli algoritmi sta trovando linfa vitale per le proprie attività di estrazione: a partire dalla base del Green Data Center, passando per l’impegno con Watson e nell’installazione di supercomputer, il gruppo ha focalizzato il proprio impegno sulla forza di calcolo per meglio calibrare i propri investimenti nella ricerca di nuovi giacimenti. Il tutto, peraltro, con risultati eclatanti sotto gli occhi di tutti.

I tre organizzatori di State of the Net:

I tre organizzatori di State of the Net. Da sinistra: Paolo Valdemarin, Sergio Maistrello e Beniamino Pagliaro.

Pagliaro: l’algoritmo è l’elemento chiave

Beniamino Pagliaro, oltre ad essere cofondatore di SOTN e uno dei padri di Good Morning Italia, la geniale e premiatissima applicazione di notizie mattutine, è anche giornalista della Stampa, che quotidianamente scrive degli stessi argomenti di cui si parla anche su Webnews. In sostanza, di come il web sta cambiando la vita delle persone. Lo State of The Net da questo punto di vista è davvero un momento apprezzabile per fotografare lo stato della rete e farsi le domande giuste.

Forse il termine “algoritmo” non è mai stato tanto sui giornali, dopo alcuni casi di cronaca: a dimostrazione di come il tema sia azzeccato…

Vero, ma non ci deve stupire. Sotn è nato per osservare la realtà di Internet e secondo noi gli algoritmi sono un elemento chiave del 2015.

Fondamentali e pervasivi: gli algoritmi meritano più plausi o timori?

Non pensiamo che siano la fine del mondo, ci interessa raccontare come siano alla base dell’efficacia di una quantità strabiliante di servizi tecnologici, anche insospettabili, e molti altri arriveranno.

Si parla molto dei social media o della finanza, cosa manca dall’elenco delle buzzword?

Sicuramente la politica. Sotn ospiterà anche una startup italiana che si occupa proprio di questo, Policy Brain ma ormai ogni aspetto dell’attività umana è destinato ad essere coinvolto dagli algoritmi, con cambiamenti nella società che nei prossimi dieci anni saranno probabilmente ancora più grandi di quelli osservati negli ultimi dieci.

Fonte: Webnews • Via: IpressLive • Notizie su: ,