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Chrome 46: il comando “OK Google” è solo mobile

L'accesso rapido alla funzionalità "Ok Google" tramite comando vocale è stato rimosso dai computer desktop e laptop con la versione 46 del browser Chrome.

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Con il rilascio della versione 46 per il browser Chrome, avvenuto nei giorni scorsi, Google ha eliminato in modo definitivo una funzionalità introdotta inizialmente nel maggio 2014 con la release 35, ovvero l’accesso rapido alla funzionalità “Ok Google” tramite comando vocale. Una doverosa precisazione: la feature resta ancora pienamente attiva sia sui dispositivi mobile che sui computer equipaggiati con la piattaforma Chrome OS, ovvero quelli della linea Chromebook commercializzati sia da bigG che dai produttori di terze parti.

Il motivo che ha spinto bigG a prendere la decisione è presto detto: in pochi hanno fino ad oggi utilizzato questa possibilità, per i motivi più svariati. Innanzitutto perché non tutti i computer (soprattutto quelli non laptop) sono dotati di un microfono, necessario per acquisire il segnale audio, poi perché interagire con la voce su piattaforme desktop risulta inevitabilmente meno naturale e intuitivo di quanto invece avviene su smartphone e tablet. L’attivazione dell’assistente vocale può comunque ancora essere effettuata con un click sull’icona a forma di microfono che compare nel campo di ricerca visitando la pagina principale di Google oppure aprendo una nuova scheda all’interno del browser.

L'aggiornamento di Chrome alla versione 35 ha introdotto il supporto al comando "Ok Google" anche sui computer Windows, OS X e Linux, ma al momento solo negli Stati Uniti

L’aggiornamento di Chrome alla versione 35 ha introdotto il supporto al comando “Ok Google” anche sui computer Windows, OS X e Linux, ma al momento solo negli Stati Uniti

È dunque avvenuto quanto già visto alcuni giorni fa per il Centro Notifiche, definitivamente scomparso da Chrome perché utilizzato da un numero troppo esiguo di utenti. In questo modo, eliminando quando possibile le feature che non riscontrano il favore dell’utenza, Google ha modo di snellire il codice del software, rendendolo meno pesante soprattutto in termini di RAM richiesta, uno dei pochi talloni d’Achille del browser.

Fonte: VentureBeat • Notizie su: ,