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Tecnologie contro il colpo di sonno in auto

La stanchezza è un grave pericolo per chi si mette al volante e non solo: la tecnologia, fortunatamente, può aiutare a combattere i colpi di sonno in auto.

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Una percentuale non indifferente degli incidenti (tra il 15% e il 40% secondo la Polizia Municipale di Verona) è causato dalla stanchezza. I cosiddetti colpi di sonno si verificano in particolare nelle ore notturne, quando ci si trova a viaggiare da soli oppure dopo aver trascorso un lungo periodo alla guida. Possono risultare molto pericolosi per se stessi e per gli altri, soprattutto se aggravati da uno stato psicofisico alterato in seguito all’assunzione di alcool, stupefacenti o medicinali. Anche un pasto troppo abbondante può causare disattenzioni o riflessi lenti quando ci si mette al volante, portando al verificarsi di situazioni potenzialmente molto pericolose.

Ancora una volta, però, il problema è in qualche modo risolvibile nel momento in cui la tecnologia è in grado di correre in soccorso dell’uomo e della sua fragilità.

Colpi di sonno: come evitarli

La regola generale, valida da sempre, impone di non guidare quando non si è perfettamente in grado di farlo. Un consiglio che potrebbe sembrare banale, scontato, addirittura vetusto, ma che se applicato da tutti contribuirebbe a ridurre il numero complessivo di sinistri che si verificano sulle strade, sia quelli di minore entità che quelli che purtroppo causano decessi o infortuni. Perché anche una sola, minima disattenzione, può cambiare per sempre il destino di una o più vite. Fortunatamente, la tecnologia può fornire un valido aiuto per combattere la stanchezza in auto, mantenendo il conducente sempre attento a ciò che accade sulla carreggiata e con gli occhi ben aperti.

Sul mercato, ad esempio, si trovano soluzioni come un collare che, una volta indossato, identifica un eccessivo abbassamento del capo, emettendo all’istante un forte segnale sonoro che funge letteralmente da sveglia. Un dispositivo piuttosto elementare nella sua concezione, ma comunque efficace. Lo stesso può essere effettuato oggigiorno con smartwatch e smartband, in grado di fornire un feedback al polso nella forma di una vibrazione, quando necessario.

Ci sono poi apparecchi da inserire nella presa dell’accendisigari, che riproducono un suono intenso a intervalli periodici, con la stessa finalità. Altri device adottano invece un approccio attivo, interagendo con il conducente attraverso uno scambio, ad esempio ponendogli delle domande e attendendo una sua risposta immediata, captata mediante un microfono ed elaborata poi da un apposito software. In questo modo si stimola il guidatore a pensare, a riflettere su un determinato argomento, destandolo da uno stato eccessivamente rilassato e potenzialmente pericoloso. Gli stessi prodotti hanno anche la capacità di individuare un andamento irregolare del veicolo (a zig zag oppure verso la corsia di marcia opposta), richiamando l’attenzione con un impulso rumoroso. Un sistema più “invasivo” è rappresentato da una sorta di auricolare che si posiziona sopra l’orecchio e, nel caso in cui l’inclinazione rilevata superi i 30 gradi, inizia a riprodurre un suono molto intenso.

Rimedi hi-tech

Decisamente più hi-tech il Lane Departure Warning di Ford, ovvero un sistema che attraverso l’impiego di una videocamera posizionata frontalmente monitora in modo continuo la strada davanti alla vettura, controllando che il senso di marcia proceda in maniera regolare evitando pericolose sbandate. In caso contrario, un feedback viene inviato sotto forma di vibrazione alla superficie volante, destando così l’attenzione del conducente e consentendogli di ritornare in posizione prima che sia troppo tardi. Il cosiddetto “riflessometro”, invece, rileva la pressione esercitata dalle mani sul volante e valuta il livello di veglia dell’automobilista prima di avviare il motore, attraverso un rapido ma efficace test a domande. In altre parole, o si è in condizione per guidare oppure il veicolo non parte.

Infine, in alcuni tratti sulla rete stradale sono presenti strisce laterali caratterizzate da piccoli rialzamenti, che al contatto con lo pneumatico causano la vibrazione dell’intero veicolo, avvisando così in modo immediato chi si trova al volante che è necessario correggere la propria traiettoria. Una sorta di feedback restituito dall’asfalto al conducente, prettamente meccanico, ma molto utile soprattutto in caso di scarsa visibilità dovuta a nebbia o mancata illuminazione.

Guida autonoma: la soluzione

La soluzione definitiva al problema dei colpi di sonno sulla strada arriverà probabilmente solo con l’avvento e la distribuzione capillare dei veicoli a guida autonoma. I software e l’hardware equipaggiati sulle self-driving car non temono infatti in alcun modo la stanchezza. È questo uno dei punti di forza della tecnologia, che permetterà alle persone di salire a bordo della vettura, impostare la destinazione da raggiungere (mediante comandi vocali, attraverso un’app, digitandola o in altro modo) e godersi il viaggio come meglio desiderano, anche rilassandosi, leggendo un libro o addirittura dormendo. Uno scenario impensabile solo fino a pochi anni fa, ma destinato a diventare una realtà grazie ai tanti progetti di ricerca messi in campo nell’ultimo periodo. Allora, ma solo allora, la stanchezza non rappresenterà più un problema per gli automobilisti. Nel frattempo, per il bene di tutti, chi non è in condizione di guidare è meglio eviti di mettersi al volante.

Da evitare rimedi come un’assunzione eccessiva di caffeina (con effetto solo temporaneo) e l’ascolto di musica a volume elevato (alla lunga produce esattamente l’effetto contrario). Restano sempre validi, invece, suggerimenti come quello di fare una sosta di tanto in tanto scendendo dal veicolo, per prendere una boccata d’aria e allontanare così il pericolo, a beneficio di tutti. Finché la tecnologia non prenderà pienamente il controllo della guida, l’uomo dovrà trovare soluzioni temporanee per riappropriarsi del pieno controllo di se stesso durante gli spostamenti. La fragilità e le debolezze di un corpo sottoposto a stress, sostanze alteranti o semplice stanchezza rimane l’anello debole di una catena destinata a spezzarsi: la tecnologia del futuro ha il dovere di risolvere a monte questo problema, sostituendo completamente l’uomo dal controllo del veicolo e dalle responsabilità durante gli spostamenti.

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