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Netflix: quanta banda serve?

Indicazioni utili sulla banda di riproduzione richiesta da Netflix, così da scegliere l'abbonamento più idoneo per la propria connessione ADSL.

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Netflix, il colosso dello streaming mondiale, è finalmente arrivato in Italia: da oggi, infatti, il servizio ha aperto i battenti agli utenti tricolore, proponendo tre diverse opzioni di abbonamento. Ma come scegliere il profilo più adatto alle proprie esigenze, anche in relazione alla velocità di banda a propria disposizione?

La banda larga è uno dei problemi che più potrebbero attanagliare l’approdo di Netflix in Italia. La disponibilità di banda è infatti requisito fondamentale per poter accedere a contenuti con una esperienza d’uso sufficiente, senza dover attendere il download delle immagini a lungo e potendo godere di quell’istantaneità che rende lo streaming simile all’esperienza televisiva tradizionale. Prima di sottoscrivere l’abbonamento occorre pertanto pesare attentamente le indicazioni fornite dal gruppo circa i requisiti di banda richiesti.

Netflix: quanta banda serve?

Netflix offre tre tipologie d’abbonamento dopo la prima trial gratuita, differenziate fra di loro dal numero di dispositivi contemporanei abilitati, nonché dalla qualità di riproduzione.

Quest’ultima, come facile intuire, influisce sui consumi di banda: maggiore è la risoluzione, maggiore sarà il traffico consumato per ogni ora di visione. Un fatto da tenere in debito conto prima di sottoscrivere l’abbonamento, soprattutto qualora non si disponesse di un collegamento ADSL sufficientemente veloce o, in alternativa, si facesse affidamento a connessioni 3G e 4G dal monte GB limitato al mese.

La società statunitense ha immediatamente reso note le necessità medie della piattaforma, così come riportato nelle pagine delle FAQ dell’assistenza tecnica. Per funzionare correttamente, il servizio richiede una connessione minima di 0,5 megabit al secondo, meglio se di almeno 1,5 megabit, così come da velocità raccomandata. Queste due indicazioni generiche, tuttavia, si modificano al crescere della risoluzione:

  • Streaming SD: 3 megabit al secondo di velocità raccomandata;
  • Streaming HD: 5 megabit al secondo di velocità raccomandata;
  • Streaming Ultra HD: 25 megabit al secondo di velocità raccomandata.

Va comunque specificato come Netflix sfrutti una tecnologia adattiva per la fornitura di contenuti in streaming: a pochi istanti dall’avvio della riproduzione, il sistema si adatterà automaticamente alla massima qualità raggiungibile, il relazione alla propria disponibilità di banda. Dalle opzioni di riproduzione, tuttavia, l’utente potrà specificare la qualità preferita, agendo così in modalità manuale. Inoltre, le cifre fornite si intendono di media, poiché permane una certa variabilità all’interno di ogni gruppo: per lo streaming HD, ad esempio, la piattaforma sceglierà di volta in volta se optare per i 720p o i 1080p, determinando così dei consumi differenti.

Banda e traffico

Un aspetto fondamentale e pressoché irrinunciabile è la disponibilità di un abbonamento flat. I contenuti richiedono infatti un ammontare di traffico importante e sono pochi i contratti che consentono una fruizione “senza pensieri” di troppe ore di streaming. Sebbene l’uso in mobilità possa essere una estensione estremamente utile di quella che è l’esperienza da salotto, la quantità di banda e di traffico a disposizione sono i punti cardinali sui quali è tracciato il perimetro di fruizione del servizio.

Mentre presso abitazioni ed uffici le connessioni sono solitamente flat, in mobilità la situazione è del tutto differente e poche ore di streaming possono essere sufficienti per consumare un limite mensile di 1 o 2GB (quello che è oggigiorno uno standard condiviso). Prima di accedere al servizio occorre pertanto fare un calcolo ponderato, basato sulle proprie abitudini d’uso e sulle proprie aspettative.

Speciale: Netflix

Un esempio: un film di 120 minuti visualizzato in qualità HD richiede circa 4,5 GB di traffico. Un quantitativo simile può essere risibile se si dispone di una connessione flat casalinga, mentre può essere proibitiva se si sfrutta una connessione mobile o una chiavetta a traffico limitato. La connessione diventa il collo di bottiglia dell’esperienza di fruizione, insomma, il che sposta le valutazioni su Netflix (e altri servizi di streaming) dal costo dell’abbonamento al costo della connessione necessaria. Una normale ADSL è quanto sufficiente per godere di una esperienza Netflix soddisfacente, ogni altra tecnologia va invece valutata nei dettagli.

Il consiglio è quello di approfittare del primo mese di prova gratuito, per effettuare delle prove in ogni condizione di utilizzo, così da adattare l’abbonamento alle proprie esigenze: la sottoscrizione, infatti, può essere modificata in qualsiasi momento.

Fonte: Netflix • Immagine: Denys Prykhodov via Shutterstock • Notizie su: ,