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Un sistema di infotainment basato su Android?

Google potrebbe essere al lavoro su una piattaforma di infotainment basata su Android, ma diversa da Android Auto, dedicata al settore automotive.

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Innanzitutto una doverosa premessa, per non rischiare di creare confusione: il sistema operativo di cui si parla in questo articolo non è Android Auto, ma una piattaforma differente, seppur sempre basata sulla tecnologia del robottino verde. Se ne è parlato brevemente lo scorso anno con alcune indiscrezioni comparse in Rete e si torna a farlo oggi con nuovi riferimenti scovati all’interno del documento Android Compatibility Definition, che Google pubblica in versione aggiornata al debutto di ogni nuova edizione del sistema S.O. mobile.

Il testo, su un totale di 74 pagine, include 13 riferimenti ad Android Automotive. Un sistema di infotainment di questo tipo potrebbe dunque essere integrato nell’abitacolo delle vetture senza bisogno di connettere lo smartphone, con funzionalità come Google Maps a rappresentare la spina dorsale delle funzionalità di navigazione stradale e Google Play Musica per l’ascolto dei brani musicali. Resta da capire quali automaker saranno disposti ad equipaggiare la tecnologia sui propri modelli. Da non escludere nemmeno l’ipotesi che la piattaforma possa debuttare sulle self-driving car del gruppo di Mountain View, che stando alle previsioni di un responsabile potrebbero essere sul mercato già a partire dal 2018.

Ciò che differenzierebbe Android Automotive da Android Auto (utilizzare il condizionale è d’obbligo, trattandosi di un rumor), è la natura stessa dei due progetti. Il primo rappresenterebbe un vero e proprio sistema operativo, mentre il secondo è di fatto un’applicazione che viene eseguita in sovrapposizione all’infotainment equipaggiato dal veicolo. Ciò che è certo è l’interesse in costante crescita di bigG nei confronti dell’universo delle quattro ruote, dimostrato dalla messa in campo di iniziative finalizzate a rendere l’esperienza di guida e di viaggio sempre più smart, piacevole ed evoluta.

Fonte: Ars Technica • Notizie su: ,