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Emissioni CO2 Volkswagen: la “spia” è un ingegnere

Volkswagen ha scoperto la falsificazione dei dati sulle emissioni di CO2, grazie alle informazioni comunicate ai dirigenti da un ingegnere.

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All’inizio del mese, Volkswagen aveva ammesso irregolarità sulle emissioni di CO2 per circa 800.000 veicoli, tra cui modelli a benzina. La casa automobilistica tedesca ha ora chiarito che la scoperta, effettuata durante le indagini interne, è stata aiutata dalle informazioni comunicate da un ingegnere. La “spia” ha spiegato ai dirigenti i trucchi usati da alcuni dipendenti per ottenere valori di CO2 inferiori a quelli reali.

L’ex CEO Martin Winterkorn aveva promesso nel 2012 che Volkswagen avrebbe ridotto del 30% le emissioni di anidride carbonica a partire dal 2015. Dato che questo obiettivo era difficile da raggiungere, i dipendenti hanno deciso di manipolare i risultati dei test per evitare eventuali ripercussioni da parte dei dirigenti. I trucchi più utilizzati erano incrementare la pressione degli pneumatici e aggiungere gasolio all’olio del motore, ottenendo valori di CO2 più bassi del 15-18%. Tra i modelli incriminati ci sono le Volkswagen Golf, Passat e Polo, e le Audi A1 e A3 con motori TDI 1.4, 1.6 e 2.0, oltre ad un numero minore di modelli a benzina.

Il mancato rispetto delle normative sulle emissioni di CO2 potrebbe avere gravi conseguenze per la casa automobilistica di Wolfsburg. Molti paesi dell’Unione Europea hanno spinto le vendite delle automobili attraverso l’uso di incentivi economici legati proprio alle basse emissioni di CO2. Volkswagen dovrà quindi restituire almeno 2 miliardi di euro (tax credit) che i clienti hanno ricevuto sulla base di dati falsi.

Ci sono, infine, novità sullo scandalo Dieselgate, relativo alla manipolazione dei risultati dei test sulle emissioni di ossido d’azoto. Volkswagen ha offerto un “Goodwill Package” che comprende una carta fedeltà da 500 dollari per i proprietari dei veicoli con motore TDI 2.0, altri 500 dollari di credito ai rivenditori e assistenza stradale gratuita per tre anni. La EPA, intanto, ha dichiarato che verranno effettuati test random su strada per tutti i futuri veicoli diesel. Le autorità europee, invece, hanno previsto nuovi test sulle emissioni a partire dal 2017.

Fonte: The Verge • Immagine: Engadget • Notizie su: ,