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Tim Cook, prima volta in Italia

Il successore di Steve Jobs all'inaugurazione dell'anno accademico in Bocconi: la sua prima volta in Italia e la prima università non americana.

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Tim Cook non era mai stato in Italia, non era mai stato in una università che non fosse americana. Basterebbe questo doppio inedito per capire la grande attesa per l’intervento del Ceo di Apple, ovvero la società con la maggiore capitalizzazione di borsa al mondo, nell’aula magna di via Roentgen a Milano, dove si formano gli economisti del futuro. Un discorso breve, di pochi minuti, basato sulla responsabilità d’impresa.

Dopo i saluti di Mario Monti e il discorso inaugurale del rettore Andrea Sironi, che nella sua relazione (pdf) ha spiegato quali sono gli obiettivi dell’università fino al 2020, un piano di 12 punti che prevede in sostanza l’aumento delle opportunità internazionali dell’università e degli studenti che vi si laureano, è intervenuto Tim Cook che ha subito esordito con tipico stile americano, rilassando il cerimoniale e sostenendo di sentirsi a casa. Sensazione la sua dovuta a design, bellezza, arte, che per il numero uno di Cupertino sono simbolo del «non fare di più, ma saper fare meglio; ogni giorno penso alla connessione tra Apple e l’Italia».

La sostenibilità ambientale

Tim Cook ha subito parlato di uno dei suoi temi portanti: sentirsi come azienda responsabili verso l’ambiente nella stessa misura di quanto lo si è nei confronti degli azionisti e dei clienti:

A fine novembre i leader dei Paesi si incontreranno a Parigi per affrontare il problema legato all’inquinamento: lottare contro l’inquinamento e il cambiamento climatico sono sfide che dobbiamo affrontare insieme, i nostri destini sono interconnessi e il problema potrà essere risolto solo quando i Paesi, le aziende e le persone collaboreranno tra loro. In qualità di leader aziendali abbiamo l’obbligo di tenere d’occhio la questione, di fare ciò che è giusto fare.

Apple chiarisce anche qualche numero: 100% di energie rinnovabili entro pochi anni. Cina compresa.

La Apple si mantiene neutrale verso i combustibili fossili, i nostri data center in Irlanda seguono regole americane, questo è il punto di partenza. Stiamo investendo globalmente affinché anche i nostri fornitori utilizzino energie pulite (questo vale anche per la Cina), vogliamo sviluppare nuovi materiali a impatto zero. I nostri dati non sono segreti, restano a disposizione dei competitor cosi che anch’essi possano muoversi in questa direzione. Sono questi i valori che ci definiscono, ispirano e guidano.

La cultura aziendale e la diversità

Tim Cook, come in tutti gli speech universitari che si rispettino, ha ricordato la sua esperienza di studente alla Duke Univerisity, la sua impazienza ed entusiasmo, augurando ai bocconiani di mantenere la loro idealità, pur nella forte competizione. Nelle parole di Cook c’è un altro suo tema preferito, anzi una battaglia personale: la diversity.

Nelle business school c’è molta competizione, è vero, ma esiste il lavoro di gruppo. Alla Duke ho incontrato ragazzi e ragazze che ancora oggi sono miei grandi amici, persone con un background etnico diverso e differenti idee politiche, ognuno con una sua particolare abilità che rendeva tutti più forti. Questo è un solo un esempio di come il business può funzionare e fa capire come le migliori aziende siano quelle che accolgono le diversità, proprio come avviene qui in Bocconi con studenti che provengono da Paesi con culture differenti.

La Apple tiene a descriversi come un mondo dove si ascoltano accenti differenti e c’è sostegno alla parità e alla specificità. Per lasciare, come pensava anche il fondatore, un segno tangibile:

Noi vogliamo fare il miglior lavoro, dare valore creando prodotti rivoluzionari che consentono di fare cose mai fatte prima, che collegano le persone, che rendono possibili grandi lavori artistici, che ci rendono più creativi, produttivi, che cambiano tutto. Noi esprimiamo i nostri valori anche da un altro punto di vista, mettendoci in prima fila in questioni globali.

Le ricadute: 80 mila posti di lavoro in Italia

Tim Cook ha anche fornito qualche numero a proposito della ricaduta occupazionale dell’ecosistema di Apple, fatto di prodotti, negozi, app store aperti agli sviluppaotori. Solo in Italia sono 80 mila posti di lavoro, che significano miliardi di euro, ma significa anche preoccuparsi dei diritti del consumatore, a partire dalla privacy. Per Cook, che ha spiegato di muoversi solo con iPad e iPhone, i device mobili conservano i dati e le conversazioni personali «in tutta sicurezza». Apple ha per il momento resistito ad ogni manovra politica per mettere in discussione l’end-to-end della crittografia applicata ad alcuni servizi.

Apple è aperta a tutti e lo sarà sempre. Ho la fortuna di lavorare in una azienda che condivide i miei stessi valori e spero sarà così anche per voi perché noi contiamo su di voi: avete un’opportunità incredibile verso voi stessi e il resto del mondo per fare qualcosa di nobile. La responsabilità non deve essere solo nelle mani dei governi, si tratta di una sfida troppo grande.

Agli studenti: non cambiate voi, cambiate il mondo

L’invito di Cook agli studenti non è come quello di Jobs (siate folli, siate affamati), ma è altrettanto motivazionale e incoraggiante, e cita il titolo del suo intervento: The Business the serves the public good.

Mi rivolgo a voi, studenti tra il pubblico: conservate il vostro idealismo come laureati, come CEO, presidenti. Andate oltre i confini, potete fare business e vivere tenendo conto dei vostri valori per cambiare il mondo. Oltre 100 anni fa l’Università Bocconi è stata fondata proprio per questo: l’azienda che serve il bene pubblico. Le conoscenze acquisite in Bocconi possono contribuire a migliorare voi, la vostra vita e quella delle persone, i vostri valori applicati al lavoro. Allora riuscirete a creare un mondo migliore rispetto a quello che avete incontrato. Vi auguro il meglio.

Cook e Nadella, che accoppiata

Ha dell’incredibile, ma nel giro di due giorni in Italia saranno passati i due ceo di Apple e Microsoft. Oggi ha esordito Tim Cook alla Bocconi, il 12 novembre Satya Nadella sarà a Roma per la storica conferenzaFuture Decoded“, che Webnews e HTML.IT seguiranno in live streaming. Due colossi dell’informatica e dell’innovazione industriale che ancora oggi, a più di trent’anni dalla fondazione, indicano molto spesso le tendenze del mercato e investono in startup e tecnologie destinate a cambiare la vita di milioni quando non miliardi di persone. Probabilmente si tratta solo di una casualità, certamente però il Belpaese sarà per qualche giorno l’ombelico del mondo digitale.

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Fonte: webnews • Notizie su: , ,
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