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Fair use: YouTube dalla parte della community

Google pronta a sostenere le spese legali che alcuni youtuber si potrebbero trovare a dover affrontare a causa di presunte violazioni del copyright.

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YouTube ha sempre dovuto fare i conti con le questioni legate al copyright, è inevitabile per una piattaforma che si basa sulla riproduzione di contenuti multimediali. Nel corso degli anni, Google ha messo in atto policy sempre più severe e controlli mirati per contrastare la diffusione di materiale piratato. Ciò nonostante, le richieste per la rimozione dei filmati da parte di chi detiene i diritti d’autore restano numerose.

Oggi il gruppo annuncia di essere pronto a sostenere economicamente i creatori di contenuti nel caso in cui questi fossero chiamati a dover affrontare spese legali in seguito a denunce. Ovviamente, solo nei casi in cui la motivazione di chi accusa gli youtuber non sia sufficientemente valida. Il riferimento è soprattutto a quei canali che utilizzano contenuti di terze parti per il cosiddetto “fair use”, ovvero per elaborarne un commento, una critica, riportare una notizia o farne una parodia.

È ad esempio il caso di UFOTheater, che integra clip e brevi filmati all’interno dei propri video per discutere degli avvistamenti di presunti oggetti volanti non identificati. Il canale ha ricevuto tre notifiche di takedown, ovvero per la rimozione di spezzoni protetti da copyright.

L’obiettivo dell’iniziativa messa in campo, stando a quanto dichiarato attraverso le pagine del New York Times, è innanzitutto quello di difendere la libertà di espressione e di informare al meglio gli utenti su cosa significa “fair use”. Inoltre, in questo modo il gruppo di Mountain View prende le parti dei creatori di contenuti, rafforzando i rapporti con la community in un momento in cui altre realtà fanno sentire la propria influenza nell’ambito dello streaming video (Facebook su tutte). Il numero di canali per i quali YouTube si dichiara pronta al sostegno economico di eventuali spese legali è al momento estremamente ridotto, quattro, ma in futuro potrebbe salire.

Fonte: The New York Times • Notizie su: ,
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