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Google Play in Cina da febbraio 2016?

Rumor sul possibile lancio della piattaforma Google Play in Cina, per la distribuzione di applicazioni e giochi Android all'interno del paese asiatico.

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Il gruppo di Mountain View sta per aprire un varco nella grande muraglia che separa il proprio raggio d’azione dal territorio cinese: sembra infatti essere quasi giunto il momento del lancio ufficiale per la piattaforma Google Play in Cina. Stando a quanto riportato oggi da Reuters, il debutto della piattaforma per la distribuzione di applicazione e giochi Android nel paese asiatico dovrebbe avvenire nel febbraio 2016.

A consentirlo sarebbe (utilizzare il condizionale al momento è d’obbligo) in primis la riorganizzazione societaria che di recente ha interessato il colosso californiano, con la nascita di Alphabet e la nomina di Sundar Pichai nel ruolo di CEO. Per far sì che il servizio possa essere messo in funzione, sarà innanzitutto necessario il pieno rispetto delle regole imposte dalle autorità cinesi in merito ai contenuti filtrati e alle modalità di salvataggio delle informazioni personali sui server, per forza di cose situati all’interno dei confini nazionali. Le fonti dell’agenzia, rimaste anonime ma ritenute affidabili, dichiarano che la piattaforma non avrà alcuna connessione con la controparte occidentale.

Interrogato sulla questione, un portavoce della divisione di Google a Singapore non ha rilasciato alcun commento. Dell’ipotesi si è già parlato più volte negli ultimi mesi, anche in considerazione della partnership siglata con l’azienda locale Huawei per la realizzazione del phablet Nexus 6P. La scelta di abbandonare la Cina è stata maturata da Google nel 2010, in seguito a vicende come l’hacking dei server di Gmail e la censura applicata dal governo al motore di ricerca.

Ciò nonostante, Android rimane la piattaforma mobile più diffusa sul territorio, sebbene nella maggior parte dei casi con profonde personalizzazioni dell’interfaccia, grazie all’adozione del sistema operativo da parte dei produttori nazionali. Sulla questione si è espresso di recente anche il co-fondatore di bigG, Sergey Brin, con un’uscita tanto sintetica quanto significativa.

Ogni divisione di Alphabet può decidere autonomamente in quali paesi operare.

Fonte: Reuters • Notizie su: