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I droni del 2016 andranno ad idrogeno

Intelligent Energy ha realizzato un sistema di alimentazione ibrido per droni che combina la batteria tradizionale con celle a combustibile.

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I droni diventeranno presto il mezzo di trasporto preferito per le consegne dei prodotti, come testimoniano i test avviati da Amazon. C’è solo un “piccolo” problema da risolvere: l’autonomia. Intelligent Energy ha sviluppato un prototipo di cella a combustibile che estende la durata della batteria, consentendo anche una ricarica più veloce. La tecnologia verrà mostrata al CES 2016 di Las Vegas.

Secondo una recente indagine, il mercato dei droni commerciali è destinato ad esplodere nei prossimi cinque anni. Entro il 2020 il giro d’affari supererà i 6 miliardi di dollari contro gli 1,1 miliardi del 2014. È necessario però aumentare la durata del singolo volo e diminuire il tempo di ricarica. L’azienda britannica, specializzata in sistemi di alimentazione ad idrogeno, ritiene che la soluzione migliore sia combinare una cella a combustibile con la tradizionale batteria del drone, ottenendo quindi un sistema ibrido. Il prototipo garantisce un’autonomia di diverse ore e una ricarica completa in soli due minuti. La maggior parte dei droni funzionano oggi per circa 20 minuti e la ricarica della batteria impiega tra una e due ore.

Intelligent Energy ha effettuato numerosi test negli ultimi 14 mesi, usando droni alimentati esclusivamente con celle ad idrogeno e altri con un sistema ibrido batteria-idrogeno. Per verificare la bontà della soluzione è stata fissata una fotocamera al drone. Le immagini ottenute sono risultate perfette. Un drone ad idrogeno potrebbe essere utilizzato per scattare foto aeree, ispezionare piattaforme off-shore, consegnare pacchi e per effettuare tutte quelle operazioni che richiedono la copertura di grandi distanze.

Se il prototipo verrà accolto positivamente dai potenziali clienti, Intelligent Energy investirà ulteriori risorse per ridurre peso, dimensioni e costi delle celle a combustibile che, in un lontano futuro, potrebbero anche essere integrate negli smartphone.