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Microsoft ha creato un’organizzazione filantropica

Microsoft ha annunciato la nascita di una sua organizzazione benefica che punta all'obiettivo di offrire l'accesso alla nuova tecnologie a chi vi è escluso

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Microsoft ha annunciato la nascita di una sua nuova organizzazione benefica: “Microsoft Philanthropies“. Come fa ben intuire il nome, l’organizzazione focalizzerà le sue attività nell’aiutare le popolazioni ad accedere alle nuove tecnologie sulla falsa riga di quello che fa già, per esempio, Google.org. Questo nuovo progetto della casa di Redmond sarà guidato da Brad Smith che è in Microsoft dal 1993.

Attraverso un post sul suo blog ufficiale, Microsoft illustra come attraverso Microsoft Philanthropies l’azienda darà il suo contributo ad un ecosistema sociale per offrire l’accesso alle nuove tecnologie per stimolarne la crescita. In estrema sintesi, la casa di Redmond offrirà l’accesso alle nuove tecnologie a tutte quelle realtà che oggi non possono normalmente utilizzare i servizi di nuova generazione garantendo loro un’opportunità di miglioramento e di crescita economica e sociale. Il progetto sfrutterà, in particolare, la potenza del cloud computing per garantire l’accesso alle nuove tecnologie a questi ecosistemi sociali.

L’organizzazione si focalizzerà, in particolare, nell’aiutare quelle fasce di popolazione che non possono accedere ai servizi di nuova generazione a causa di problemi di reddito o per mancanza di istruzione o a causa di handicap fisici.

Tra i primissimi impegni di “Microsoft Philanthropies” un investimento di 75 milioni di dollari in tre anni per l’educazione STEAM (educazione basata sulle tecnologie e la scienza), per investimenti in organizzazioni no profit, per promozioni sociali e per tanto altro ancora.

Microsoft non ha voluto diramare ulteriori dettagli più specifici su queste iniziative, tuttavia saranno tutte incentrate sull’accesso alle nuove tecnologie.

Trattasi sicuramente di un’iniziativa lodevole anche se il fondatore di Microsoft, Bill Gates, ha sempre espresso dubbi su iniziative troppo incentrate sulle tecnologie invece che puntare su progetti di maggiore respiro focalizzati, per esempio, sulla cura delle malattie.

Fonte: The Next Web • Notizie su: