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Donne e motori, gioie e innovazione

Il rapporto tra le donne e il mondo dei motori sta per cambiare, smontando molte delle leggende che circondano il rapporto tra mobilità e sesso femminile.

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Che ruolo avranno le donne nel settore dell’automotive in futuro? E come questo, e così anche le smart city, contribuirà alla parità di genere? Donne e motori, si sa, è materia di slogan maschilisti, quando però si aggiunge innovazione si scopre un intero mondo di opportunità: professionali, socioculturali. Le donne sono in minoranza come forza lavoro nei trasporti, ma clienti perfette delle auto a guida autonoma; le donne sono anche consumatrici originali dei trasporti pubblici e il loro parere influenzerà la pianificazione dei prossimi anni.

La novità principale sta nel fatto che, nel cambiare il proprio ruolo a valle, cambia anche il ruolo femminile a monte: più donne in fase progettuale e manageriale porteranno una nuova chiave di lettura nel mondo automotive incoraggiando un imprinting molto differente rispetto al passato. All’alba della rivoluzione, anche questa dinamica influirà pesantemente su quel che il mondo della mobilità sta per diventare.

Automotive, proiezione maschile

Il mancato feeling tra l’automotive e il mondo femminile è stato in passato legato soprattutto al fatto che l’automotive stessa fosse proiezione del mondo maschile: un ambito pensato da uomini, per uomini, sulla base di paradigmi maschili e peculiarità dettate da contesti “testosteronici”. L’automotive come potenza ed eleganza, come estensione dell’uomo in carriera e dell’ascesa sociale: non solo viene a cambiare il ruolo dell’auto, ma anche l’equilibrio tra uomo e donna nella percezione sociale e nella connotazione identitaria. Decade un modello e viene sostituito da un altro, che le donne potranno calzare meglio e con molte opportunità di fronte a sé.

Muovendosi, genericamente, la donna disegna il grafico delle attuali mancanze di opportunità: a piedi, in bicicletta, sui mezzi pubblici, in auto come passeggero e come conducente, da sola o coi figli, dirigendosi verso il lavoro oppure verso casa. Si prenda ad esempio lo studio di Civitas (pdf) sulla disparità di genere nella mobilità: le statistiche disponibili in alcuni paesi europei sottolineano che le donne tendono a viaggiare di meno per il lavoro (pendolarismo e affari) rispetto agli uomini; differenze sensibili si notano in paesi come l’Italia dove ci sono disparità superiori tra uomini e donne nella partecipazione al mercato del lavoro. Per contro, la popolazione femminile tende chiaramente a viaggiare più spesso per shopping o per la famiglia, come scorta ai figli e parenti.

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Analisi degli spostamenti e delle potenzialità di nuovi tipi di mobilità: confronto uomo/donna

Sta tutto nelle opportunità: smart city e mobilità innovativa

La nuova mobilità sembra fatta apposta per modificare nel profondo il ruolo delle donne cambiando una tendenza sociale che dura in pratica da quando è stata inventata l’automobile. La smart city è l’occasione per pianificare la mobilità attorno alle caratteristiche delle donne, colmando tale discriminazione e generando anche nuove potenzialità. La questione è complessa, ma si può sintetizzare con il lavoro del forum internazionale del trasporto: le limitazioni che le donne hanno subito fino ad oggi a causa della trascuratezza con cui è stato pensato il trasporto in città saranno soltanto retaggio del passato e la correlazione negativa che in questo momento caratterizza il pendolarismo in città, potrebbe essere invertita.

Spostamenti di uomini e donne in Italia

Spostamenti di uomini e donne in Italia (immagine: Civitas).

Basti pensare a tutte le tecnologie connesse della città intelligente: non sono forse perfette per la donna multitasking che deve spostarsi di continuo dentro la città in sicurezza? I servizi di trasporto on-demand, e in futuro le self-driving car sono destinati a cambiare per sempre l’atteggiamento verso la donna al volante. Del resto come si potrà parlare della presunta pericolosità della guida femminile quando nessuno guiderà più senza l’aiuto degli algoritmi? Anche le leggende metropolitane verranno meno al cospetto di categorie che perdono le loro caratteristiche originarie: la donna ha un nuovo ruolo nella società, così come l’uomo e la mobilità. Quello che va ad iniziare è un cambiamento progressivo verso nuovi equilibri e nuovi paradigmi sociali che produrranno presumibilmente nuove leggende metropolitane e nuove chiavi di lettura della realtà. A mutare è un quadro ben più ampio della sola realtà automotive, ma proprio le auto saranno le prime protagoniste di un cambio di orizzonte per cui il mercato appare ormai quasi maturo.

Da un certo punto di vista, la prospettiva della tech mobility è pertanto femminile. Le proiezioni sui benefici di un comportamento simile tra uomini e donne nel muoversi in città, più orientato alla sostenibilità e meno ad arcaico attaccamento al dogma della professione, è di fatto identico quando si porta sul piano della smart city, e così sociologia e studi economici sui generi degli anni passati sembrano la base filosofica della mobilità innovativa. Se ad esempio gli uomini scendessero nel loro fabbisogno di mobilità e le donne salissero e ci si trovasse a metà strada in un sistema più innovativo, le emissioni di CO2 potrebbero scendere del 31%, le emissioni di particolato diminuirebbero del 21%, le emissioni di azoto del 25%, e il livello di rumore sarebbe mediamente ridotto.

Gli obiettivi di una mobilità innovativa per le donne

Può essere utile confrontare i bisogni delle donne nella mobilità con le soluzioni che già oggi o in futuro potrebbero rappresentare una risposta.

Percorsi specifici

Problema
Casa, scuola, ospedale, centro sportivo. Le donne viaggiano spesso lungo percorsi che non sempre, anzi quasi mai, sono considerati nelle linee dei trasporti pubblici, perché le città sono strutturalmente basate sulla divisione sociale del lavoro.

Soluzione
Navette on-demand. Una possibile soluzione per intervenire su questo problema è la creazione algoritmica di percorsi on-demand. Uber lo sta facendo in via sperimentale a Roma, ma più in generale le città in futuro saranno caratterizzate da un ibrido di trasporto privato-collettivo disegnato da preferenze crowdsourced. Inoltre, nella logica dell’impatto ecologico minore, esistono già soluzioni individuali come il car-sharing, anche elettrico.

Brevità o azzeramento della prossimità ai mezzi di spostamento

Problema
Le donne non amano o non possono spostarsi agilmente per raggiungere il luogo da cui prendere un mezzo pubblico. Questione di sicurezza per sé e i figli e di complicanze logistiche.

Soluzione
Mobility as a service. Un sistema di reti che raccolga e ottimizzi tutti i servizi in mobilità possibili tende ad azzerare gli spazi vuoti e premia il minor impatto ambientale e sulla spesa di tempo personale. Anch’esso molto prezioso per le donne.

Collegamenti attivi in orari non standard e sempre comunicanti

Problema
Le donne hanno bisogno di maggiore flessibilità anche delle strade stesse e di una tecnologia che consenta loro di non sentirsi mai sole o in pericolo od ostacolate.

Soluzione
Le strade interconnesse, gli open data dai sensori distribuiti nei quartieri, consentono maggiore flessibilità nella mobilità privata e di studiare il modo migliore perché gli utenti possano comunicare velocemente la loro posizione o scoprire in anticipo eventuali problemi nel raggiungere un luogo (esempio classico: una efficace comunicazione sulla chiusura delle scuole e come raggiungerle per un evento climatico grave).

Sicurezza nello spostamento in solitaria

Problema
Le donne dovrebbero sentirsi libere di spostarsi come pedoni e come conducenti in città, ma non è sempre possibile.

Soluzione
Tecnologia streetlevel. Manufatti urbani molto comuni come i semafori, le isole pedonali, le ciclabili, le corsie preferenziali, i parcheggi, sono destinati a cambiare molto in futuro grazie all’Internet of Things. Attraversarli significherà sempre più scambiare dati con dei server settati per produrre dei servizi in loco, come una illuminazione intelligente, la possibilità di caricare il proprio mezzo elettrico o segnalare una urgenza o situazione di pericolo.