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Facebook Mentions, esplode il broadcasting

Facebook Mentions arriva su Android in contemporanea alla diretta del Movimento 5 Stelle che porta lo strumento al centro del dibattito politico.

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Quel che Twitter non poteva fare poiché carente in termini numerici, può farlo Facebook: Mentions è la grande novità, la nuova generazione del broadcasting, lo strumento che mette in tasca a chiunque una telecamera, uno studio televisivo e un pubblico. La portata di Mentions sarà chiara solo fra qualche mese, quando tutti i potenziali interessati avranno imparato a farne uso.  Ma fin da ora una cosa è chiara: si tratta di una nuova improvvisa accelerazione, una nuova tecnologia destinata a cambiare i codici e i ritmi del flusso delle comunicazioni uno-molti.

Parlarne proprio in questa giornata è cosa obbligata per la concomitanza di due eventi. Il primo è la diretta streaming che il Movimento 5 Stelle ha portato su Facebook attraverso il proprio front-man Alessandro Di Battista; il secondo è l’avvento di Facebook Mentions sui dispositivi Android. Mentre gli Stati Uniti sperimentano Snapchat, l’Italia tenta la via della diretta social.

Facebook Mentions e M5S

Il caso è noto: la richiesta di dimissioni del sindaco di Quarto, la cacciata dal Movimento, le accuse incrociate dei media, infine il social network. Alessandro Di Battista si è infatti fatto affiancare da Luigi Di Maio e Roberto Fico all’interno di una diretta, chiedendo a gran voce che il video fosse condiviso e potesse farsi virale. Una risposta immediata per frenare immediatamente il clima di sospetto che si stava creando attorno al M5S a colpi di quotidiani e TG, rispondendo a stretto giro di posta alle accuse provenienti da Matteo Renzi (anch’egli online, ma in questo caso attraverso le pagine de La Repubblica). Due tra le principali forze politiche del paese hanno ormai scelto la rete come punto di riferimento base per le proprie comunicazioni: Twitter, Facebook, media online, blog e ora le dirette sui social network.

Facebook Mentions diventa ufficialmente parte del linguaggio politico: il caso ha costretto il M5S ad una risposta repentina e forte, dialogando con la base e stimolandola ad una reazione subitanea. Nessuno come il Movimento 5 Stelle può ambire ad una reazione di questo tipo: il continuo attivismo online tra i “cittadini” ha reso la community estremamente reattiva e nel giro di pochi minuti il post ha superato il mezzo milione di visualizzazioni e le 50 mila condivisioni. Quel che nemmeno il più ambizioso dei social media manager mette tra i propri obiettivi, il trio Di Maio/Di Battista/Fico lo ha raggiunto con una diretta improvvisata. Il contenuto torna ad essere protagonista: parole forti, difesa organizzata, messaggio esplicito. Il tutto con un semplice smartphone, un account gratuito e un pizzico di traffico mobile con cui caricare le immagini.

Se già gli streaming come quelli di Lorenzo Jovanotti dai post-concerti del nuovo tour hanno dimostrato quanto potenziale abbia Facebook Mentions, l’esempio odierno ne esalta ancor di più il potenziale: il social network è entrato direttamente nel dibattito politico grazie all’immediatezza ed alla capacità di coinvolgimento che è in grado di aggiungere al messaggio. Se il mezzo non è il messaggio, è comunque un elemento abilitante senza precedenti: fiumi di commenti anticipano quelli che saranno i talk show serali, soverchiando ancora una volta il ruolo della tv dopo quel che già il caso Eni vs Report ha dimostrato nelle settimane scorse.

Quel che la rete sta facendo nei confronti della tv non è soltanto una sottrazione del tempo e dell’attenzione degli utenti. Semmai è anche, e forse soprattutto, una continua erosione del ruolo. Se negli anni scorsi era chiaro a tutti come i social media fossero il riflesso di quanto avveniva in tv, oggi è vero il contrario ogni giorno di più. Stasera ogni talk show dovrà partire da qui: da una diretta su Facebook che ha già dato il punto di vista del Movimento. Si potrà commentare la notizia, ma non crearla: l’hanno già creata tre parlamentari con uno smartphone, una diretta improvvisata e una panchina di legno senza pubblico ad applaudire. Senza giornalisti, senza contraddittorio, senza claque alle spalle. Ma con migliaia di follower di fronte.

Facebook Mentions e Android

Oggi Facebook Mentions apre ai dispositivi Android. Ciò moltiplica una volta di più la base utenti in grado di accedere alla novità. Le conseguenze sono molteplici: da una parte amplia il numero degli utenti potenzialmente interessati alla trasmissione delle dirette; dall’altra amplia considerevolmente il numero degli utenti potenzialmente interessati a seguire dirette altrui; infine estende in modo sostanziale le possibilità di coinvolgimento che si hanno nell’utilizzo di Facebook.

Un personaggio pubblico può usare Facebook Mentions per Android per:

  • Andare live: Con live video è possibile dare ai propri fan la possibilità di entrare dietro le quinte
  • Parlare con i follower: Osservare quello che le persone dicono di te e gli argomenti interessanti
  • Rimanere nel loop: Vedere i post delle persone che segui e i trending topic
  • Raccontare la propria storia: Iniziare la conversazione direttamente dal telefono postando aggiornamenti, condividendo foto e video o tenendo una sessione di Q&A live.

L’apertura ad Android è un passo decisivo: moltiplica il campo di applicazione di Facebook Mentions e vince per distacco contro ogni concorrenza. Non solo: cotanta superiorità diventa ora una sorta di dogma per chiunque voglia avventurarsi in questo ulteriore meccanismo di produzione della comunicazione online. Quanti artisti ne avranno le capacità? Quanti politici ne avranno l’istinto? Quanti personaggi più o meno noti rimarranno affondati da un approccio sgangherato con lo strumento?

Facebook Mentions è una realtà con la quale fare necessariamente i conti. Un nuovo, ennesimo, strumento da conoscere e imparare. L’ignoranza non farà sconti: dentro o fuori, in diretta o in differita, ma rinunciare a capire tale opportunità significa abbassare i giri motore ed abbandonare le opportunità che il social networking è in grado di offrire.

Facebook Mentions e Periscope

Facebook Mentions altro non è se non l’alter-ego di Periscope, è chiaro. Così come Periscope altro non è se non il proseguimento lineare di Tiscali Streamago Social. A cosa serve arrivare prima quando non si ha una base di utenti su cui moltiplicare la portata della propria tecnologia? Se la rivoluzione avviene su Facebook non è certo perché Mark Zuckerberg ha intuito per primo le potenzialità della diretta, ma semmai perché ne ha messe le potenzialità in mano ad una community dalla massa ben maggiore. La magnitudo delle conseguenze sarà giocoforza molto maggiore e la legge dei grandi numeri porterà gli utenti a polarizzarsi sulla soluzione dal maggior impatto.

Periscope rischia di passare rapidamente in secondo piano, se già il sorpasso non è avvenuto: la sua portata rivoluzionaria è disciolta al cospetto dei grandi numeri. Twitter non era il cavallo vincente e non è questione di meriti o demeriti, insomma: è questione di volume. Facebook ha già vinto anche su questo fronte, colonizzando il mercato dei social network grazie alla forza della propria base utenti.

La politica, in questo momento di particolare sensibilità sui temi della comunicazione, non si è fatta cogliere impreparata: molta improvvisazione, poca pianificazione, ma evidente necessità. È il bisogno, come sempre, a dettare l’agenda dell’innovazione.

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