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Robot e lavoro: la Quarta Rivoluzione Industriale

La previsione del World Economic Forum spinge ad una riflessione: entro il 2020 almeno cinque milioni di posti di lavoro saranno rimpiazzati dai robot.

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Discutendo delle possibili implicazioni negative legate all’evoluzione di soluzioni robotiche e intelligenza artificiale, si è soliti pensare a scenari in linea con quelli dipinti dalle pellicole cinematografiche o dai romanzi sci-fi, dove spesso le macchine rappresentano una minaccia per la sopravvivenza dell’essere umano. In realtà, il vero pericolo potrebbe svilupparsi nel breve periodo in un settore ben più preciso e circoscritto: quello lavorativo.

Uno studio intitolato The Future of Jobs e condotto dal World Economic Forum, su un campione pari a 1,9 miliardi di persone in 15 paesi di tutto il pianeta (tra i quali Australia, Brasile, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Messico, Sudafrica, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti), prevede che entro il 2020 oltre cinque milioni di posti di lavoro andranno perduti come risultato delle evoluzioni raggiunte nei campi della genetica, della IA, della robotica e più in generale nell’universo tecnologico. Nel dettaglio, questi cambiamenti porteranno alla scomparsa di un totale pari a circa sette milioni di impieghi, mentre altri due milioni saranno creati.

Secondo il WEF, il progressivo avvicinamento dei mondi digitale, fisico e biologico condurrà a quella che può essere definita come la Quarta Rivoluzione Industriale. Al contrario di quanto si potrebbe essere portati a pensare, non saranno gli operai di fabbriche e catene di montaggio a risentirne maggiormente, bensì amministrativi e impiegati d’ufficio, per circa due terzi della quota complessiva. I cosiddetti “colletti bianchi”, addirittura, rischierebbero di essere decimati. Intervenuti ad un meeting di accademici ed economisti a Davos, in Svizzera, gli autori dei volumi “The Second Machine Age” e “The Rise of The Robot” hanno affermato quanto segue.

È di importanza cruciale che le aziende si impegnino a supportare la loro attuale forza lavoro attraverso un ri-addestramento mirato, che ogni singola persona adotti un approccio proattivo in merito alla propria carriera e che le istituzioni creino un ambiente favorevole, in modo rapido e creativo, per sostenere questi sforzi.

Fonte: World Economic Forum • Via: Bloomberg • Notizie su:
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