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Google ha ricomprato Google.com per 12.000 dollari

Nel rapporto Security Rewards: 2015 Year in Review, bigG svela quanto ha pagato per riappropriarsi del dominio Google.com, perso per un solo minuto.

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Anche se si può faticare a crederlo, lo scorso 29 settembre uno studente ha acquisito il controllo del dominio Google.com, uno dei più cliccati dell’intero Web. È l’incredibile storia che ha visto protagonista Sanmay Ved, riuscito ad aggiudicarsi l’indirizzo con una spesa di soli 12 dollari. Questo a causa di un intoppo nella procedura di rinnovo attraverso il servizio Google Domains, gestito proprio dal gruppo di Mountain View.

La favola è però durata poco: un solo minuto, dopodiché l’acquirente ha ricevuto una notifica con l’annullamento dell’ordine e il rimborso della cifra versata. Oggi bigG torna a parlare dell’accaduto, facendo chiarezza sulla ricompensa assegnata a Ved per essersi dimostrato collaborativo e disponibile. Il motore di ricerca ha sborsato un totale pari a 12.012,26 dollari. Più precisamente, ha inizialmente proposto all’interessato un versamento pari a 6.006,13 dollari, ma l’ammontare è stato poi raddoppiato quando quest’ultimo ha dichiarato di volerli devolvere in beneficenza, ad una fondazione chiamata The Art of Living India.

Il programma Security Reward

Di certo non una spesa in grado di spostare l’assetto economico di Google. L’informazione è contenuta nel rapporto Security Rewards: 2015 Year in Review, che illustra in cifre gli investimenti messi sul piatto dalla società californiana per riconoscere l’impegno di chi ha segnalato bug, vulnerabilità o problemi ai suoi prodotti e servizi. In totale, nel corso dell’ultimo anno bigG ha sbordato due milioni di dollari (circa sei milioni dal 2010).

A pesare sono soprattutto le criticità legate ad Android: ad un solo ricercatore è stato staccato un assegno record da 37.500 dollari. Tomasz Bojarski, invece, ha fatto registrare un nuovo record, segnalando un totale pari a 70 bug nel corso del 2015. In particolare, uno di questi (già risolto) riguardava una vulnerabilità scovata nel modulo si invio delle informazioni.

Fonte: Google Online Security Blog • Notizie su:
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